Maurizio Aiello “usato” per truffe romantiche/ “Ho denunciato ma non serve a nulla..”

- Silvana Palazzo

Maurizio Aiello “usato” per truffe romantiche. L’attore racconta la sua storia a La Vita in Diretta: “Ho denunciato ma non serve a nulla”. E spiega perché…

Maurizio Aiello a La Vita in Diretta
Maurizio Aiello a La Vita in Diretta (Rai, 2019)

Maurizio Aiello a “La Vita in Diretta” per parlare di truffe amorose. L’attore di “Un posto al sole” non ne è stato vittima: sue foto sono state usate per truffare donne. E lo ha scoperto grazie alla redazione di “Chi l’ha visto?”. «Non ero al corrente di nulla. Mi hanno chiamato e mi hanno messo in guardia su questa incresciosa situazione. Allora la cosa era circoscritta solo alla Francia, poi la cosa si è diffusa». Poi Maurizio Aiello grazie ad alcune segnalazioni si è reso conto che le sue foto sono finite in Australia, Brasile e Cile. «Avevano rubato le mie fotografie, ma non quelle con mia moglie, solo quelle mie e dove sto con i miei figli». E questo per una ragione ben precisa: far credere di essere single, vedovi o separati, alla ricerca quindi di un nuovo amore. «Creano tantissimi profili per cercare di illudere tantissime donne e molte ci cascano». Finora sono stati bloccati oltre 45 profili di gente che si spacciava per lui.

MAURIZIO AIELLO “USATO” PER TRUFFE ROMANTICHE

Maurizio Aiello ha svelato anche un aspetto “beffardo” di questa vicenda che riguarda i truffatori. «Hanno capito che io so, quindi mi mandano emoticon e saluti». L’attore di “Un posto al sole” ha poi spiegato che dietro c’è la mafia nigeriana, come del resto emerso anche da alcune inchieste televisive. La cosa più grave però per l’attore è che è disarmato: non sa cioè come combattere questi truffatori. «Non posso fare niente. La polizia mi ha detto che non posso fare nulla. Ho anche denunciato contro ignoti». I social network però possono fare qualcosa. Ma Maurizio Aiello sostiene che non agiscano appositamente. «Solo colossi come Facebook e Instagram possono fare qualcosa, ma a loro non conviene. Più iscritti hanno più introiti pubblicitari ricevono». Quindi lui non può fare altro che segnalare gli account fake. «Instagram li blocca, Facebook è molto più lento. Escono fuori come funghi, anche perché non ci vuole nulla a creare falsi profili».



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