Maurizio Gasparri/ “Colle, Berlusconi ancora in campo. No a Draghi, resti premier”

- Carmine Massimo Balsamo

Maurizio Gasparri (Forza Italia) a Oggi è un altro giorno: “A Sinistra non si accetta per principio nessuno che non sia dei loro”

maurizio gasparri
(Oggi è un altro giorno)

«Lunedì si vota, io penso che prima di lunedì ci debba essere un chiarimento»: categorico Maurizio Gasparri a Oggi è un altro giorno. Mancano tre giorni all’elezione del Presidente della Repubblica e il leader di Forza Italia sta valutando il da farsi, forte del sostegno del Centrodestra. Nessun passo indietro, dunque: «Berlusconi non ha cambiato assolutamente idea, sta valutando la proposta del Centrodestra: la sua ipotesi è assolutamente in campo».

Nel corso del suo intervento ai microfoni del programma condotto da Serena Bortone, Maurizio Gasparri ha sottolineato: «I voti non bastano, ne servono altri, ma non ci sarà mai un elenco il giorno prima con nomi e cognomi, perché non c’è mai stato. Da Fanfani a Prodi e Marini, molti pensavano di avere i voti ma non in realtà non li avevano. Altri che erano imprevisti, Mattarella compreso, hanno avuto i voti necessari».

MAURIZIO GASPARRI: “DRAGHI RESTI A PALAZZO CHIGI”

Maurizio Gasparri ha poi lanciato una frecciatina alla Sinistra per i continui “no” ai nomi messi in campo da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia per il dopo Mattarella: «Berlusconi si è riservato di dare una risposta, io penso che entro lunedì ci sarà maggiore chiarezza. Tutti gli altri nomi li leggo sui giornali, che però vengono bocciati dalla Sinistra. La candidatura di Berlusconi porta allo scoperto che a Sinistra non si accetta per principio nessuno che non sia dei loro». Maurizio Gasparri ha poi chiuso all’ipotesi Draghi-Quirinale: «Nel 2015 in una situazione altrettanto delicata, tutti abbiamo votato Napolitano, un uomo fieramente di parte nella sua vita. La convergenza ci può essere su un uomo con una storia politica. Draghi? Se io ho il migliore chirurgo, io lo tengo in sala operatoria a operare i casi gravi, non lo nomino direttore amministrativo dell’ospedale. Il capo dello Stato non sta nella sala operatoria, lì c’è il premier».







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