Maurizio Landini (CGIL): “Stato entri in FCA”/ “Difenda il lavoro come fa la Francia”

- Alessandro Nidi

Il segretario generale della CGIL non ha dubbi: “Questo è il momento delle responsabilità, per tutti. Lo Stato italiano valuti un suo ingresso in FCA”

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Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, è intervenuto nelle scorse ore all’incontro denominato “Dove andiamo. Trasporti al lavoro: costruiamo oggi la mobilità di domani”, arrivando a parlare di uno dei temi principali dell’attualità nostrana: FCA. Come riporta “Il Fatto Quotidiano”, il 58enne di Castelnovo ne’ Monti è partito da una considerazione di massima: “Noi stiamo dicendo al governo che parlare di FCA oggi vuol dire essere consapevoli che a fine anno ci sarà una fusione. E quindi ciò che è Fca oggi potrebbe non esserlo nel 2021″. Si avvicinano, infatti, i fiori d’arancio tra FCA e il gruppo PSA, che ha “nella proprietà francese lo Stato. C’è bisogno che si muova il Governo italiano, confrontandosi con i sindacati. Se si dà un prestito, occorre condizionarlo alla difesa dell’occupazione e anche a una discussione su quale sarà la prospettiva”. Il riferimento, va da sé, è al prestito garantito da 6,3 miliardi di euro che la società del CEO Michael Manley ha richiesto a Intesa Sanpaolo in seguito all’emergenza Coronavirus.

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MAURIZIO LANDINI (CGIL): “FCA E GOVERNO ITALIANO, LA SOLUZIONE”

Maurizio Landini, come precisa “Il Fatto Quotidiano”, ha poi rincarato la dose: “Siccome nel decreto Rilancio si parla di un ruolo strategico di Cassa Depositi e Prestiti nelle imprese, anche in funzione di crescita, sostegno e sviluppo, e siccome è già dentro molti cda di grandi gruppi con presenza pubblica come Fincantieri, Finmeccanica, Poste ed Eni, non sarebbe male se il Governo, oltre a convocarci e discutere con l’impresa, valutasse la possibilità di una sua presenza, anche solo per il periodo del progetto legato al prestito. Insomma, secondo il segretario generale della CGIL l’Italia dovrebbe prendere come riferimento l’esempio francese, che ha sempre dimostrato grande attenzione in materia di difesa delle proprie imprese e del proprio lavoro. Questo, è, di fatto, “il momento delle responsabilità, perché investire ora significa dare un futuro a tutti”. Le imprese, tuttavia, dovranno essere virtuose, investire sul domani dei territori in cui sorgono e intraprendere un’autentica battaglia al fianco dei sindacati per addivenire all’agognata riforma fiscale.

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