MAURIZIO VANDELLI E l’EQUIPE 84/ Il rapporto con Lucio Battisti e la sua ironia

- Morgan K. Barraco

Maurizio Vandelli e l’Equipe 84, il gruppo ha acquisito grandissima notorietà anche grazie a 29 settembre del grandissimo artista Lucio Battisti.

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Maurizio Vandelli con Shel Shapiro

Tra gli ospiti di Una Storia da Cantare non poteva mancare Maurizio Vandelli. Lui e l’Equipe 84 si sono ritagliati uno spazio importante nella musica italiana grazie a 29 settembre, una delle tante canzoni di successo di Lucio Battisti e Mogol. Insieme al Maestro, ospite di Bianca Guaccero ed Enrico Ruggeri in questa puntata speciale dedicata all’artista, ricorda il rapporto instaurato con Battisti. Maurizio Vandelli ci tiene a fare un suo ritratto personale dell’uomo, descrivendolo ironico e pungente. Tra aneddoti e ricordi di vario genere, Maurizio Vandelli e Mogol, omaggiano Lucio Battisti. Musica ed emozioni su Raiuno, in compagnia di grandi ospiti… (Aggiornamento di Jacopo D’Antuono)

Maurizio Vandelli, l’Equipe 84 e Lucio Battisti

Maurizio Vandelli e l’Equipe 84 sono entrati nella storia della musica italiana grazie a 29 settembre, uno dei brani di maggiore successo di Lucio Battisti. Scritto da Mogol e con musica del cantante, che però si era rifiutato di interpretarlo. Era stanco delle critiche accese della stampa e ancora amareggiato per la scarsa risonanza ottenuto da Per una lira, il suo primo 45 giri. “Renzo Arbore sostiene che ammazzò il beat“, ha detto Vandelli a La Repubblica tempo fa, “e se con 29 settembre muore il beat, allora io ho tirato la corda ed è scesa la ghigliottina”. Il frontman del gruppo ne aveva curato anche la produzione musicale: “Decidevo io, ovviamente ascoltavo le critiche degli altri, ma era a me che spettava la decisione finale. E pensare che quando la feci sentire, in molti mi diedero del pazzo”. Era stato Lucio a fargliela ascoltare per la prima volta, mentre si trovavano negli studi milanesi della Ricordi. “Mi disse, con quel suo romanesco ‘Ahò Maurì, troviamo un piano che te devo fa sentì ‘na cosa’. Si è sistemato al pianoforte ed è partito”, ha raccontato ancora, “Fin lì ascoltavo, ero un po’ ipnotizzato ma del resto quando Lucio cantava aveva un magnetismo straordinario. Quando è partita la frase ‘… poi d’improvviso lei sorrise’ ho fatto un salto sulla sedia: gli ho detto fermo, ricomincia daccapo, perché lì ho capito che si trattava di un capolavoro”. Poi sarebbe stata di Vandelli la decisione di mettere lo speaker nell’introduzione, anche se Mogol ne ha rivendicato la paternità. Così come il leader dell’Equipe 84 ricorda di essere stato lui a portare Lucio alla Ricordi, anche se Mogol ha sempre detto il contrario.

Maurizio Vandelli, Lucio Battisti “una sua frase ti folgorava”

Maurizio Vandelli ha sempre visto in Lucio Battisti una persona estremamente simpatica. Al contrario di quanto dicevano tutti, che invece lo definivano piuttosto scontroso. “Lucio era così, una frase e ti folgorava”, ha detto tempo fa a La Repubblica, “Una volta eravamo a casa mia a provare e a registrare un provino di Vendo casa per i Dik Dik e mi disse: ‘Io ho imparato a cantare da te’, mi stupì, non faceva mai complimenti a nessuno dunque ero molto contento, mi inorgoglii ma dopo una pausa aggiunse, ‘però ho corretto tutti i tuoi errori'”. Oggi, sabato 8 agosto 2020, Maurizio Vandelli sarà ospite di Una storia da cantare, in replica nel prime-time di Rai 1. Interpreterà 29 settembre, la canzone che lo ha sempre legato a Battisti. E’ stato lui a interpretare il brano per primo, per volere dello stesso cantautore, che invece ha rilasciato la propria versione solo due anni più tardi. “Non voglio offendere Lucio ma mi sembrò una citazione, quasi per far vedere com’era nata, sapeva che non poteva battere la nostra”, ha affermato. Il pubblico a suo dire mette sempre al primo posto la canzone e Io ho in mente te, pensando al repertorio della band. “Per Lucio, a parte Emozioni – ero presente alla registrazione e ci siamo tutti commossi – sul podio ci son La luce dell’Est e Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi”, ha concluso.

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