MAX VERSTAPPEN: E’ STATA LA MANO DI DIO/ Il “predestinato” al Mondiale di Formula 1

- Fabio Belli

Max Verstappen: il “predestinato” al Mondiale di Formula 1 è stato il più giovane di sempre a vincere un Gran Premio e ha interrotto il lungo dominio di Lewis Hamilton.

Verstappen Formula 1
Max Verstappen è campione del mondo di Formula 1 2021 (Foto LaPresse)

Max Verstappen nuovo campione del mondo di Formula 1, un destino scritto. “La realtà non mi piace più, la realtà è scadente,” afferma il protagonista del nuovo film di Paolo Sorrentino. Forte, biografico, intenso, crudo come l’epilogo del Mondiale piloti che ha tenuto tutti col fiato sospeso sulla pista di Abu Dhabi. Il dominio di Lewis Hamilton, che durava da quattro stagioni ma che aveva comunque portato il pilota britannico dal 2008 a conquistare sette titoli, si è sgretolato di fronte all’esultante marea Orange che anche negli Emirati Arabi ha salutato il trionfo del suo beniamino.

E Max Verstappen alla realtà scadente ha sempre contrapposto epiloghi a sorpresa, portando la sua monoposto oltre i limiti, forse unico pilota dell’epoca moderna a ricordare le follie della Formula 1 che fu. “E’ stata la mano di Dio” non solo a guidare probabilmente la macchina di Latifi e la Safety Car verso un mondiale vinto all’ultimo sorpasso, come non si vedeva da decenni, ma anche a ispirare la carriera del nuovo campione iridato che può dirsi a tutti gli effetti un predestinato.

VERSTAPPEN: FIGLIO D’ARTE, VINCITORE PIU’ GIOVANE DI SEMPRE DI UN GRAN PREMIO

Un predestinato perché Max Verstappen è innanzitutto un figlio d’arte, con il padre Jols che era stato compagno di scuderia alla Benetton di Michael Schumacher negli anni Novanta. Ma nessun olandese era mai arrivato sul tetto del mondo della Formula 1, tantomeno il vecchio Jols che oggi sgrana gli occhi di fronte all’impresa del figlio, ma non da oggi si stupisce visto che già nel 2016 Max ha fissato un primato, alla prima gara in Red Bull dopo l’apprendistato alla Toro Rosso: trionfa nel Gran Premio di Spagna diventando a 18 anni e 7 mesi il più giovane pilota ad aver vinto una gara in F1.

Nel 2018 l’apice di uno stile di guida spericolato, che sovverte la realtà scadente e scontata di una Formula 1 troppo legata ormai, in nome della pur sacrosanta sicurezza, all’elettronica e alle prestazioni quasi robotiche di vetture e piloti. Le sanzioni non mancano, lui le liquida come “Decisioni stupide prese da commissari idioti“, ma il primo vero segnale di sfida a Hamilton viene lanciato nel 2020, vincendo a casa di Re Lewis a Silverstone. Il resto è storia, il sorpasso alla curva 5 ad Abu Dhabi che è già leggenda, la realtà è davvero cambiata.





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