Mediaset, norma anti-Vivendi “va avanti”/ Governo tira dritto nonostante “avviso” Ue

- Mirko Bompiani

Mediaset, nuovi aggiornamenti sulla norma anti-scalata di Vivendi: il Governo tira dritta nonostante la lettera giunta dalla Comissione Europea

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Impianti di trasmissione Mediaset (LaPresse)

Arrivano nuovi aggiornamenti sul caso Mediaset e sulla norma anti-scalata Vivendi. Come riportano i colleghi di Huffington Post, il Governo italiano sarebbe intenzionato a tirare dritto: nonostante un “avviso” dell’Unione Europea, lo scudo per salvare l’azienda televisiva creata da Silvio Berlusconi resterà nel decreto Covid attraverso un emendamento. E non è finita qui, rimarca Giuseppe Colombo: Agcom domani aprirà un’indagine sulle mire di Vivendi, «congelando il potenziale arrembaggio di Vincent Bollorè».

Una novità degna di nota, considerando il “calendario”: mercoledì il Tar si pronuncerà sul ricorso avanzato dai francesi contro la delibera dell’Agcom datata 2017. La norma ribattezzata “salva Mediaset” obbliga l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ad aprire un’istruttoria per accertare se le mosse dei francesi creano degli effetti discorsivi o se determinano una posizione lesiva del pluralismo nel mercato delle telecomunicazioni.

Mediaset, norma anti-Vivendi “va avanti”

Attese novità a stretto giro di posta sul caso Mediaset, che ha riacceso il dibattito dopo la mossa di Vivendi di due giorni fa. Il colosso francese ha infatti presentato un esposto alla Commissione europea sull’emendamento sopra citato, mirato per bloccare le scalate che possano determinare incroci tra tv e tlc. Senza dimenticare che la Corte dell’Unione Europea ha già stabilito che la norma italiana è contraria al diritto di Bruxelles.

Come ribadito da Prima Online, la Commissione Europea ha confermato di aver scritto al Governo a tal proposito, una nuova lettera è giunta a Palazzo Chigi dopo il via libera all’emendamento al decreto ristori. Questo il commento di una portavoce ai microfoni di Adnkronos: «Possiamo confermare che i servizi della Commissione sono in contatto con le autorità italiane dopo la sentenza della Corte su Vivendi e hanno scritto ancora al governo italiano. La Commissione attribuisce la massima importanza alla protezione del pluralismo dei media».



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