Mediterraneo/ Anticipazioni ultima puntata 24 giugno: le minacce del mare nostrum

- Verdiana Paolucci

Anticipazioni Mediterraneo in onda oggi 24 giugno su Rai 2, la puntata 3 e 4: la trama. Si parlerà delle minacce del mare nostrum.

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Ultimo appuntamento con Mediterraneo Vite sotto Assedio, la serie di documentari in onda su Rai Documentari, narrati da Claudia Pandolfi (nella versione italiana), in onda venerdì 24 giugno con le puntate conclusive. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Fabula Pictures, Boreals, BBC e France Television. Mediterraneo racconta il mare nostrum attraverso le bellezze che offre, tra fauna e flora straordinario, al precario equilibrio del suo ecosistema, finendo per parlare delle potenziali minacce causate dal riscaldamento climatico. Le prime due puntate sono state trasmesse lo scorso venerdì, raccogliendo davanti allo schermo 480mila spettatori con una share del 3,1%.

Anticipazioni Mediterraneo, ultima puntata 24 giugno: quali sono le minacce del nostro mare?

Le prime due puntate di Mediterraneo hanno portato il pubblico alla scoperta del mare nostrum, un mondo nascosto tra Africa, Asia ed Europa dove regna una fauna straordinaria, acque blu cristalline che attirano visitatori da tutto il mondo. Il Mediterraneo ha visto crescere la culla della civiltà tra le sue sponde. Oggi, mantenere un equilibrio tra l’uomo e gli altri esseri viventi diventa sempre più difficile. Dopo esserci immersi con Guillaume Néry, campione del mondo di apnea, alla scoperta dei capodogli, minacciati dall’inquinamento acustico dell’esplorazione petrolifera, nell’ultima puntata di stasera 24 giugno osserveremo i pericoli a cui il nostro mare e i loro animali sono soggetti. Non solo capodogli: anche le balenottere sono continuamente minacciate dalle barche. Non sempre la presenza dell’uomo costituisce una minaccia: i pescatori di pesce spada dello stretto di Messina rispettano gli esemplari e li tutelano.

Mediterraneo: un progetto tv lungo quattro anni

Mediterraneo è frutto di una collaborazione internazionale tra Italia, Francia e Regno Unito. Il progetto ha richiesto uno sviluppo lungo e complesso, ossia ben quattro anni tra ricerche e riprese. I documentaristi hanno lavorato senza sosta, avvalendosi anche dell’aiuto di esperti e scienziati dell’ecosistema che li hanno seguiti passo passo nel processo creativo.







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