Melinda Gates “Vaccino? Prima a neri e medici”/ “Non sia venduto a miglior offerente”

- Mauro Mantegazza

Melinda Gates: “Vaccino coronavirus per tutti fra 18 mesi”, con priorità a categorie a rischio, afroamericani compresi. “A Trump dico: gli Usa restino in OMS”

Bill Melinda Gates
Bill e Melinda Gates (LaPresse)

Melinda Gates, moglie di Bill Gates e anima della Bill and Melinda Gates Foundation, in primo piano nella ricerca di un vaccino contro il Coronavirus, ha concesso una lunga intervista Time. La fondazione benefica dei coniugi Gates nel 2018 e 2019 è stato il maggior benefattore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: solo gli Usa hanno dato più soldi all’OMS rispetto alla Gates Foundation. Con la possibilità del ritiro degli Usa dall’OMS, ecco che il ruolo dei Gates diventa sempre più centrale.

Le vaccinazioni sono un tema caro a Melinda Gates, che con il proprio impegno nell’Alleanza per i Vaccini (GAVI) ha contribuito a vaccinare 760 milioni di bambini in tutto il mondo. La signora Gates ha anche parlato dell’omicidio di George Floyd e più in generale delle diseguaglianze che la pandemia di Coronavirus sta mettendo a nudo negli Usa e che sono alla base del malcontento esploso dopo il tragico fatto.

“I neri negli Usa muoiono di Coronavirus in modo spropositato. Sappiamo che il modo per debellarlo è il vaccino, che dovrà dunque essere accessibile a tutti“, è la promessa di Melinda Gates, che tramite GAVI farà di tutto perché il vaccino non vada “al miglior offerente”, ma sia accessibile a ogni persona a prezzi ragionevoli. La priorità sarà fornire il vaccino anti Coronavirus a tutti gli operatori della sanità, seguiti da tutti coloro che sono più esposti ai rischi connessi al Covid-19: lavoratori che garantiscono i servizi essenziali o categorie più fragili, come appunto gli afroamericani negli Usa.

MELINDA GATES: “USA RESTINO NELL’OMS”

Per la gran parte della popolazione mondiale invece Melinda Gates stima ancora un’attesa di circa 18 mesi per il vaccino anti Coronavirus. La signora Gates ha ribadito la sua preoccupazione che soprattutto le prime dosi disponibili possano andare a chi può pagare di più: “I leader del mondo dovranno chiarire che il vaccino è per tutti, che uno abiti in India, Tanzania o Svizzera”.

Melinda Gates riconosce poi che l’OMS ha dei limiti, ma ritiene che un ritiro degli Stati Uniti nel mezzo di una pandemia sarebbe un grave errore: “Nessuno potrebbe sostituire il ruolo e i finanziamenti degli Usa nell’OMS, che ne sarebbe profondamente toccata nella lotta a tutte le malattie, dalla poliomielite a Ebola”. La pandemia di Coronavirus ha anche dimostrato, secondo Melinda Gates, che servono risposte globali a questo tipo di problemi: “Poi potremo pensare a riforme strutturali per l’OMS, ma non nel mezzo di una pandemia“.

Questa secondo la signora Gates è la più grande sfida mai affrontata dalla sanità mondiale, sebbene l’influenza Spagnola abbia fatto un numero di morti 100 volte superiore: “Ma all’epoca non viaggiavamo in aereo come si fa oggi. Anche la corsa al vaccino non ha precedenti in termini di velocità di sviluppo e di numero di dosi, mai si è cercato di produrre 7 miliardi di dosi di un vaccino in così poco tempo“. Melinda Gates appare comunque fiduciosa: per ogni NoVax occidentale, ci sono decine di mamme dei Paesi in via di sviluppo che sanno l’importanza dei vaccini nelle vite dei loro figli e “anche i giovani che si mobilitano mi danno speranza”.

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