“Mezzi pubblici non veicolano coronavirus”/ Dietrofront Cts: ora chiede più controlli

- Silvana Palazzo

Cts: “Mezzi pubblici non veicolano coronavirus”. Poi il dietrofront: chiesti più controlli. Ma la comunità scientifica è divisa sul tema e il Governo per ora non agisce

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Segnaletica distanziamento (Foto LaPresse)

Il Comitato tecnico scientifico (Cts) ha chiesto più controlli a bordo dei mezzi pubblici di trasporto per verificare che vengano rispettare le norme in vigore. È quanto emerso dalle ultime riunioni, secondo quanto riportato dall’Ansa. È stata infatti evidenziata la necessità di accertamenti, mentre il Governo non ha ancora preso in mano la questione. D’altra parte, gli stessi esperti solo fino a qualche ora fa dichiaravano che i mezzi pubblici non incidono “in modo significativo sulla crescita dei contagi”. Sergio Iavicoli, membro della task force che supporta il Governo e direttore del dipartimento di epidemiologia e igiene del lavoro dell’Inail, al Corriere della Sera era stato chiaro: “Non ci sono focolai riconducibili a questo tipo di spostamenti”. Ma perché dovrebbero esserci meno rischi in un ambiente che facilita il contatto tra le persone? A causa del tempo di permanenza medio, che è inferiore ai 30 minuti, e all’uso della mascherina, oltre al limite di occupazione. Per tutti questi motivi “si può considerare mediamente basso” il rischio di contagio. Peccato che la realtà sia molto diversa. Sappiamo bene che non tutti usano la mascherina e che il limite di occupazione non viene rispettato. Inoltre, con la riduzione della capienza, senza l’aumento delle corse, aumenta il rischio assembramento.

CORONAVIRUS E MEZZI PUBBLICI, ESPERTI DIVISI

Il braccio di ferro si sta consumando proprio sui fenomeni di assembramento alle fermate e alle stazioni, potenzialmente pericolosi. La stessa immunologa Antonella Viola aveva indicato come “cruciale” il tema dei trasporti. “I trasporti sono un nodo cruciale perché la mascherina non ci può proteggere nelle condizioni di forte assembramento che abbiamo visto nei tram e nelle metropolitane”, ha dichiarato l’ordinaria di Patologia generale del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova. Sul tema è intervenuto anche Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’università di Pisa e assessore alla Sanità della Regione Puglia: “Se tutti indossano la mascherina, se non l’abbassano in viaggio, e se tutti, una volta scesi, si sanificano le mani con il gel, i mezzi di trasporto non si trasformano in grandi diffusori di patologia”, ha dichiarato all’AdnKronos. Visto che non si possono triplicare le corse e bisogna essere pratici, spiega Lopalco, “usiamo le precauzioni che tutti ormai conosciamo”.

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