MIA MONTEMAGGI RAPITA DA MAMMA NO-VAX/ Trovata in Svizzera, arrestata madre di QAnon

- Silvana Palazzo

Mia Montemaggi è stata rapita dalla mamma no vax: “Voglio salvarla da pedofili”, per questo aveva pianificato il sequestro. Ritrovate in Svizzera, la madre è stata arrestata

Mia Montemaggi 640x300
Mia Montemaggi (foto diffusa dal Ministero della Giustizia francese)

È stata ritrovata Mia Montemaggi, la bimba di 8 anni fatta rapire dalla madre no vax Lola: le due sono state recuperate in Svizzera durante la fuga escogitata dalla mamma, addirittura in uno stabile occupato abusivamente: la bambina francese era sparita martedì scorso dalla casa dei nonni, con i tre rapitori “assoldati” dalla madre – come lei, membri d QAnon – già arrestati e ora la medesima fine la fa anche Lola Montemaggi.

«La bambina sta bene e verrà affidata alla nonna», ha fatto sapere a BfmTv la procura di Nancy, mentre la donna che l’ha rapita «è in stato di arresto». Gli inquirenti hanno poi reso noto che Lola «ha trascorso una prima notte in Svizzera in un albergo a Estavyer-le-Lac, nel cantone di Friburgo, prima di essere ospitata da una donna a Neuchatel e poi trasferirsi nell’immobile occupato, dove è stata trovata insieme alla figlia». (agg. di Niccolò Magnani)

IL RAPIMENTO E IL COMPLOTTO

Mia Montemaggi, la bambina scomparsa in Francia, è stata fatta rapire dalla mamma Lola. Ha avuto una incredibile svolta la vicenda. Nei giorni scorsi, infatti, vi abbiamo raccontato del sequestro da parte di tre uomini, che in realtà sono quattro. La polizia, dopo averli arrestati, ha consegnato la bambina alla madre, pensando di aver risolto così il caso. Ma la bambina di 8 anni è di nuovo sparita, stavolta con la madre. Entrambe non sono state ancora rintracciate. Nel frattempo, è emerso che la donna, una cameriera di 28 anni divorziata, aveva fatto rapire la figlia da un gruppo di estremisti di destra, survivalisti adepti delle teorie complottiste «per salvarla dai pedofili». Visto che il suo piano non è andato in porto, è scappata con la figlia, probabilmente è diretta all’estero, in un Paese che confina con la Francia, visto che è in auto. Lola si è separata quattro anni fa dal marito e, stando ad alcune testimonianze, il divorzio è stato conflittuale. Quando poi c’è stata la rivolta dei gilet gialli, la donna si è calata del tutto nella causa, facendo dell’opposizione alla società la sua ragione di vita. Ha cominciato a non far andare la figlia a scuola, «perché lo Stato non deve immischiarsi nell’educazione di mia figlia».

MIA MONTEMAGGI RAPITA DALLA MAMMA NO VAX

La storia di Lola e Mia Montemaggi, dunque, è un intreccio tra una separazione difficile, la rivolta dei gilet gialli e la diffusione anche in Francia del movimento QAnon, nato negli Stati Uniti. Ci sono stati anche episodi di violenza sull’ex marito, davanti alla bambina. Per questo le autorità le avevano tolto la custodia della figlia, affidata ai nonni paterni. Dunque, la donna poteva vedere la figlia solo due volte al mese, ma mai da sola. Nel frattempo, Lola Montemaggi ha cominciato a frequentare gruppi complottisti online e ha aderito alle tesi ‘no vax’, all’idea che la rete 5G serva a controllare le menti e che il mondo sia governato da una setta satanista e pedofila. Alla fine, è arrivata a progettare il rapimento della figlia dalla casa della nonna. Come riportato dal Corriere della Sera, martedì mattina tre uomini si sono presentati alla nonna come educatori del servizio di protezione giudiziaria dei giovani e l’hanno convinta a farsi consegnare la bambina. Quando poi la nonna ha chiamato i servizi sociali per una verifica è scattato l’allarme.

POLIZIA A CACCIA DI MIA MONTEMAGGI

Il giorno dopo i tre uomini e un complice sono stati arrestati, anche perché erano già noti ai servizi di sicurezza, quindi erano tenuti sotto controllo. Erano sospettati da giorni di progettare un attentato con un centro di vaccinazione, un ufficio delle tasse o contro le forze dell’ordine. Ma erano anche sospettati di essere pronti a rapire dei bambini «per sottrarli allo Stato e alle reti dei pedofili». Inoltre, nell’appartamento di uno dei rapitori sono state trovate armi e sostanze esplosive. Il procuratore Nicolas Heitz ha riferito che nessuno dei quattro sta collaborando con le autorità, anzi si dicono fieri di aver salvato la bambina dalla fantomatica rete di pedofili. Invece i nonni paterni si dicono devastati per quanto accaduto e sperano che la bambina torni presto da loro. Ora però è caccia alla mamma e alla figlia. Le autorità hanno diffuso il ritratto di Mia e il numero da chiamare in caso di avvistamento, cioè 0800.36.32.68.

© RIPRODUZIONE RISERVATA