Michele Bravi “Con la nebbia imparo a sognare”/ Cesare Cremonini “Mi hai emozionato”

- Silvana Palazzo

Michele Bravi torna a cantare dopo l’accusa di omicidio stradale. “Con la nebbia imparo a sognare”, scrive su Instagram. E Cesare Cremonini si complimenta: “Mi hai emozionato, ti abbraccio”

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Michele Bravi

Michele Bravi ha fatto sold out al Teatro San Babila, tre mesi dopo la richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio stradale per un incidente stradale in cui morì una donna di 58 anni. Il cantante allora è tornato sui social per ringraziare chi è andato al concerto. Ai suoi fan ha infatti dedicato su Instagram un lungo post. «Spero che in queste serate vi siate potuti immergere nella mia, nella vostra nebbia, nella mia, nella vostra immaginazione e vedere il mondo, anche solo per la durata di un concerto, non solo come è ma come vorreste vederlo». Il post ripercorre il discorso che ha fatto dal palco, quando ha parlato della “nebbia”. «Io con la nebbia ho imparato a sognare. La nebbia mi ha insegnato a dare un corpo al mio immaginario». Per Michele Bravi è un foglio bianco davanti agli occhi, ma così il mondo diventa come quello che si desidera, perché ci si lascia andare all’immaginazione. Durante il concerto Michele Bravi ha anche eseguito un brano di Cesare Cremonini. L’artista bolognese si è allora complimentato con il giovane collega.

CESARE CREMONINI A MICHELE BRAVI “MI HAI EMOZIONATO”

Cesare Cremonini ha pubblicato un post su Instagram in cui condivide il video di una parte dell’esibizione. «Michele Bravi è tornato sul palco e insieme alle sue canzoni ha cantato “Nessuno vuole essere Robin”. Mi ha emozionato. Le canzoni fanno giri immensi. Come è sempre successo esprimono quello che si fa fatica a spiegare. Nessuno mai deve restare senza voce. Ti abbraccio Michele». Non si è fatta attendere la risposta di Michele Bravi, che ha commentato quel post. «Le canzoni fanno giri immensi ma la strada che porta fino in fondo all’anima vive solo nell’umanità di chi quelle parole ha avuto il coraggio di scriverle. Grazie per la tua musica». In questi giorni ha ricevuto anche un messaggio da Chiara Galiazzo, sempre via social. Lo ha pubblicato all’indomani del concerto. «Ormai non mi ricordo neanche più da quanto ti conosco, perché tu per me ci sei sempre stato. Ieri sera ho visto un Artista, una persona che è cresciuta tanto, un uomo che ha tanto da dire e da raccontare. Ieri sera hai raccontato di quanto sia fondamentale l’amore nelle nostre esistenze, ed è probabilmente per merito di quell’amore che siamo ancora qui».

 

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Ho pensato tanto a quale sarebbe stata la prima parola giusta da dire per iniziare questi concerti. La prima parola per iniziare tutto. Ho pensato a una parola strana. Ho pensato alla parola “nebbia”. Quando qualcuno dice “nebbia”, si pensa subito a qualcosa di inquietante e opprimente e fastidioso. Per me, invece la nebbia ha sempre avuto un’accezione positiva, una sorta di fascino nascosto. A casa mia, quando c’è la nebbia, è come avere un foglio di carta bianco davanti agli occhi, è impossibile vederci attraverso e orientarsi, come se qualcuno ti premesse le mani sugli occhi. Così si dice sempre ai bambini, avere un foglio di carta bianco davanti agli occhi. Quando c’è la nebbia, in effetti il mondo diventa quello che vuoi. Come davanti ad un foglio bianco, tu puoi iniziare ridisegnare la realtà come più ti piace. Al posto di un palazzo puoi mettere una casa, al posto di una fontana un lampione colorato. Qualsiasi cosa tu voglia. Aggiungere perfino l’irreale nel reale. Pensando alla nebbia, mi è venuta in mente questa frase: “la nebbia mi ha insegnato che c’è qualcosa di più importante della logica, l’immaginazione.” Io con la nebbia ho imparato a sognare. La nebbia mi ha insegnato a dare un corpo al mio immaginario. Spero che in queste serate vi siate potuti immergere nella mia, nella vostra nebbia, nella mia, nella vostra immaginazione e vedere il mondo, anche solo per la durata di un concerto, non solo come è ma come vorreste vederlo. Michele

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