Migrante in quarantena cade in mare e muore/ Senza Salvini niente Prime pagine?

- Francesco Daniele Amadei

Migrante in quarantena cade in mare e muore. Senza Salvini niente prima pagina? Aperta inchiesta ma la notizia viene ignorata dai media.

Mare Jonio
Mare Jonio, Mediterranea (LaPresse, 2019)
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Tragedia in Sicilia: un migrante tunisino che si trovava in quarantena sulla nave Moby Zazà bloccata nei pressi di Porto Empedocle in provincia di Agrigento, è morto dopo essere precipitato in mare. Il suo corpo è stato rinvenuto alla foce del fiume Naro, a circa 5 miglia dalla nave. La procura agrigentina, con il sostituto procuratore Sara Varazi, ha aperto un fascicolo d’indagine per cercare di comprendere la dinamica dell’incidente, che sarebbe avvenuto intorno alle 4.30 del mattino. Gli altri migranti sulla nave hanno lanciato l’allarme “uomo in mare”. La Guardia di Finanza e la Capitaneria di porto hanno avviato le ricerche con le motovedette, rese complicate dal mare molto agitato, forza 5 al momento dell’incidente. Difficile pensare, affermano gli investigatori, che il giovane abbia voluto raggiungere a nuoto la costa agrigentina viste le condizioni proibite. Anche se al momento dell’incidente – è precipitato dal ponte 6, da un’altezza di circa 15 metri – il tunisino indossava il giubbotto salvagente.

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MIGRANTE MORTO IN MARE, PERCHÉ I GIORNALI NASCONDONO LA NOTIZIA?

La riflessione è scattata considerando la poca rilevanza data alla notizia: un migrante clandestino affidato a una nave dello Stato per la quarantena che di fatto cade in mare e perde la vita in circostanze misteriose. Una questione che pochi mesi fa sarebbe senza ombra di dubbio finita su tutti i giornali (Avvenire, Il Fatto Quotidiano, Repubblica) e avrebbe avuto aperture in tv, viene passata sotto traccia. Si fosse verificata durante il periodo del governo giallo-verde le opposizioni (che ora governano) avrebbero chiesto l’arresto immediato dell’allora ministro degli Interni, Matteo Salvini, per omicidio. Ricordiamo, infatti, che il leader della Lega andrà a processo per aver fermato una nave non italiana che stava entrando nei nostri porti senza autorizzazione. E in quel caso fortunatamente non era successo nulla e nessun migrante aveva perso la vita.

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Ma siccome i protagonisti di questo tragico evento sono il Governo Conte e la ministra Lamorgese, allora è “giusto” che giornali e tv non ne parlino. Perché per l’ideologia della sinistra cinquestelle-piddina i migranti hanno valore solo quando possono essere scagliati come arma politica contro il nemico di turno che, in materia di sbarchi, è sempre e comunque Salvini. Fa riflettere pure l’omertà del giornale della Cei. Ma anche su questa ennesima “dimenticanza” è inutile spendere parole. Chi vuole ragionare con la propria testa trarrà le dovute conclusioni. In questo momento storico di regime mediatico e politico registriamo solo il commento polemico (passato inosservato) della Ong Sea Watch sull’accaduto: “Poteva essere accolto a terra ma è morto su una nave-quarantena, l’invenzione creata dal governo al solo scopo di giustificare la decisione incomprensibile di dichiarare non sicuri i porti italiani. Per i naufraghi si è rivelata una nuova prigione”.

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