Migrante riprende ragazzi senza mascherina: picchiato/ Lecce, 18enne li fa arrestare

- Emanuela Longo

Migrante rimprovera giovani senza mascherina: picchiato; interviene 18enne eroe che li fa arrestare, la sua testimonianza a La Vita in diretta

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Migrante riprende ragazzi senza mascherina, picchiato: 18enne eroe interviene

Si chiama Emanuele Garzia e ha appena 18 anni. E’ lui il giovane studente che lo scorso sabato è intervenuto da solo difendendo una persona in difficoltà. Siamo a Casarano, in provincia di Lecce, quando un uomo nigeriano ha rimproverato alcuni ragazzi rei di non indossare la mascherina in questo periodo di pandemia. L’uomo di colore, però, sarebbe stato picchiato, preso a calci e pugni in viso per un solo rimprovero, senza aggiungere altre parole. A raccontare la vicenda è stata la trasmissione La Vita in Diretta che ha dato voce sia alla vittima ma soprattutto al giovane 18enne che respinge la definizione di eroe.

Le telecamere della trasmissione di Rai1 hanno raggiunto il migrante picchiato solo per un rimprovero (giusto) nei confronti di alcuni giovani ventenni con precedenti: “Mi bastano le loro scuse, non voglio che nessuno vada in prigione per colpa mia”, ha dichiarato l’uomo il quale fortunatamente non ha subito conseguenze gravi dall’aggressione.

MIGRANTE RIPRENDE RAGAZZI SENZA MASCHERINA: PARLA IL 18ENNE EROE

A prendere la parola in diretta anche il giovane studente: “Non sono un eroe, ho agito come avrebbe dovuto agire ogni cittadino perchè bisogna sempre opporti ad ogni forma di violenza”. Il ragazzo ha ammesso di non aver mai visto i giovani violenti che grazie al suo intervento sono stati arrestati: “Io questi ragazzi non li conoscevo, ho agito di istinto, era la cosa giusta da fare e l’ho fatta, non mi sono sentito di andare via”, ha aggiunto nel corso del collegamento. Rispetto all’uomo di colore vittima della brutale aggressione, Emanuele Garzia ha ammesso ai microfoni della trasmissione condotta da Alberto Matano di averlo risentito: “L’ho sentito questa mattina e ci siamo scambiati i numeri di telefono, abbiamo parlato mezzora al telefono e l’ho invitato a casa mia la prossima settimana a pranzare insieme”. Tra i due potrebbe nascere una bella amicizia dopo la disavventura del migrante .

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