Migranti nei Covid hotel “Costano 200mila euro” / “Pasti personalizzati per etnia…”

- Luca Bucceri

Migranti nei Covid hotel, in Calabria è polemica per l’elevato costo di gestione dei gruppi in isolamento in una struttura a quattro stelle

Grecia Migranti Gommoni Facebook
Grecia Migranti Gommoni Facebook

Il Covid continua a tenere banco in Italia, con i contagi che continuano a salire giorno dopo giorno e l’indice di positività che oscilla di giorno in giorno. Nonostante la campagna vaccinale prosegue spedita, con alcuni ostacoli e parte della popolazione non ancora vaccinata perché contro al siero, i numeri non sorridono al nostro paese che potrebbe presto vedere nuovamente una mappa cromatica via via sempre più diversa di regione in regione. A preoccupare è però anche la questione migranti, con migliaia di persone che continuano a sbarcare sulle nostre coste andando a creare ulteriore caos nei centri di accoglienza che risultano essere sempre più sovraffollati. Nell’era del Coronavirus, però, chi arriva è “costretto” alla quarantena e con le navi ormai complete non resta altro posto che i Covid hotel. Ecco allora che in Calabria, da un’inchiesta de Il Giornale, nasce la polemica per un hotel 4 stelle interamente occupato dai migranti che ha già visto arrivare le spese ad oltre 200mila euro: “Gli viene fornita anche colazione, pranzo e cena personalizzata a seconda della loro etnia”.

MIGRANTI NEI COVID HOTEL: DA 65 EURO AL GIORNO

Emergenza su emergenza. A finire nell’occhio del ciclone è una struttura di Catanzaro, l’hotel Germaneto, di solito utilizzata dai professionisti di passaggio che cercano comfort e tranquillità durante gli spostamenti di lavoro. Dando una rapida occhiata su internet quel che si trova lascia tutti a bocca aperta, con una vera e propria polemica che impazza sul territorio calabrese. L’hotel in questione è infatti una struttura molto elegante e sofisticata, dotata di piscina coperta, hall arredata con stile, camere spaziose con aria condizionata e televisione. L’albergo, fiore all’occhiello della città dei tre colli, è stato trasformato in Covid hotel dove la regione dovrebbe dirottare i calabresi o i turisti risultati positivi in vacanza, ma dei 70 posti disponibili solo il 30% è libero per i “comuni cittadini”. Sono infatti 50 i posti dedicati all’isolamento dei migranti, con un ricambio continuo che non lascia spazio a possibili ingressi da parte della popolazione locale. Come riferito da Il Giornale, che ha accolto una denuncia anonima di quanto sta succedendo al Germaneto, c’è solo il tempo necessario di sanificare e dare una pulita alle stanze, poi l’arrivo di un nuovo gruppo di 50 migranti.

Una “vacanza”, si fa per dire, che deve durare almeno 10 giorni per chi è sottoposto ad isolamento. Ecco allora che la polemica si fa feroce da parte di chi, calcolatrice alla mano, conta le spese. Per ogni ospite infatti la spesa giornaliera è di 65 euro, 115 se si tratta di camera doppia e addirittura 215 in caso di quadruple per famiglie. A questi costi vanno poi sommati quelli sanitari per tamponi, sanitari, medicinali e squadre di medici ed infermieri che ogni giorno lavorano all’interno dell’hotel. Per non parlare delle forze dell’ordine che presidiano la struttura per evitare fughe rischiose. “È una gestione che va rivista completamente: le navi quarantena sono piene e qui non si sa più dove mettere gli immigrati positivi al Covid. È un’estrema ratio. Qui stiamo facendo i salti mortali e ci sentiamo soli, abbandonati. È una gestione fallimentare dell’Europa a cui noi dobbiamo mettere una pezza”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA