ELEZIONI/ Albertini: lo statalismo della Moratti e del Terzo polo regaleranno Milano a Pisapia…

L’ex Sindaco di Milano, GABRIELE ALBERTINI, parla delle prossime elezioni comunali, dell’ipotesi di un Terzo Polo e dei limiti della gestione Moratti

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«Per cortesia, non mi chieda anche lei se mi candiderò a sindaco di Milano…». Gabriele Albertini è di buon umore, la sua discesa in campo viene ormai data per certa sui giornali e il risultato delle primarie del centrosinistra non ha fatto altro che rinfocolare i sondaggi sullo “spazio libero” che si è aperto tra Pisapia e la Moratti. L’ex sindaco preferisce però evitare di tornare sull’argomento: «rischia di passare l’idea che si tratti di un’autocandidatura – spiega a IlSussidiario.net -. Dato che non è una mia invenzione e non dipende solo dalla mia volontà, per ora preferisco continuare a rivestire i panni del commentatore».

Luca Barbareschi intanto ha spiazzato tutti e si è fatto avanti per Futuro e Libertà. Cosa ne pensa?

Questa, ad esempio, è un’autocandidatura, tra l’altro molto rispettabile perché esprime le legittime aspirazioni di un uomo ambizioso e, credo, capace di combattere la propria battaglia. Vedremo se Futuro e Libertà la riterrà preferibile ad altre scelte.

Ha dichiarato però di non considerare Albertini un “modello poi così lontano da Berlusconi” o comunque in grado di rappresentare il nuovo…

Ho fatto il sindaco per nove anni, figuriamoci se rappresento il nuovo… Guardi, l’ultimo sondaggio de Il Giornale mi dà al 19,6% pur non essendo ancora candidato, mentre al massimo della potenza e della gloria, con le quadrate legioni di Pdl e Lega schierate sotto le insegne di “Donna Letizia”, il sindaco uscente  viene dato al 24,8%, perdente su Pisapia. Forse qualcuno rimpiange qualcosa di vecchio…

Cosa pensa invece della vittoria del candidato della sinistra radicale alle primarie e delle conseguenti dimissioni del gruppo dirigente del Pd milanese?

Il problema che la sinistra italiana non ha mai superato è quello dell’inconciliabilità tra l’anima stalinista, movimentista o no global e quella riformista. Anche se Craxi tentò questa operazione, che gli costò la vita politica, questa separazione non è mai avvenuta. Guardiamo oltre confine: la sinistra europea sta con i no global o con un qualunquismo filo-grillino? I socialisti francesi sono contro il nucleare? Direi di no, anzi, sono ben contenti, come tutti i francesi, di venderci l’energia elettrica equivalente a otto centrali, le stesse che mancano all’Italia… Il fatto è che se uno continua a considerare un certo ciarpame “roba di famiglia” serve poi a poco la timida indicazione che manda agli elettori delle primarie.

A cosa si riferisce?

All’invito a votare un candidato moderato, che la base del Partito Democratico non ha ascoltato.
Sulle dimissioni di Penati penso che se fossero state primarie vere non sarebbero state necessarie. Visto però che si è scelto di farle ibride è stato giusto che chi ha perso si sia preso le proprie responsabilità.

Spostandoci al centro: lei crede che il Terzo polo possa nascere a Milano e aprire nuovi scenari a livello nazionale?

Può darsi, anche se forse è il terreno meno fertile. Milano non è la cartina tornasole della Lombardia e del Nord e la Lega è certamente meno forte che in altre zone. In ogni caso il Carroccio ha un grande peso. Da sindaco l’avevo lasciata al 4%, oggi la ritrovo intorno al 14%. Per questo dico che il Polo di centro, con le sue venature meridionaliste e stataliste, avrà di certo più presa al centro e al Sud. Nel capoluogo lombardo ci può essere spazio, ma per una posizione minoritaria.  

C’è lo spazio per correggere questa impostazione o il Terzo polo rimarrà così?

A mio parere andrà necessariamente corretta, anche se alle prossime elezioni l’assistenzialismo sarà ancora una tentazione utile per la campagna elettorale. Resta il fatto che però il nostro Paese non può andare avanti a sprecare le sue energie per mantenere intere regioni. Come spiega “Il Sacco del Nord” di Ricolfi, solo quattro di queste sono in regola: Lombardia, Piemonte, Veneto e Emilia Romagna. Se l’evasione fiscale in Calabria è pari all’85% e in Lombardia è al 12% non si può continuare a far finta di niente. Questo libro per me è come “L’imitazione di Cristo”: mi ha convertito, non tanto al leghismo, ma ad essere un pasdaran del federalismo…

A proposito di Nord, la polemica sulle infiltrazioni mafiose che ha coinvolto Saviano e Maroni non si è ancora placata. Anche Nichi Vendola è intervenuto dicendo che “la Lombardia è la regione più mafiosa d’Italia”. Cosa risponde?

I pugliesi hanno molte qualità e non a caso sono chiamati i “milanesi del Sud”, ciò non toglie che le affermazioni di Vendola siano patetiche, ideologiche e senza senso. La verità è che il crimine viene attratto là dove c’è ricchezza. Milano non è certo esente, ma è sotto attacco. Basti pensare che produce il 10% del Pil nazionale e sul suo territorio, che è un settimo di quello di Roma, si muovono 30 miliardi di euro di investimenti.  

Chiudiamo guardando al centrodestra milanese e all’attuale sindaco: cosa rimprovera a Letizia Moratti?

Guardi, con il suo primo atto di governo ha eliminato un’intera classe dirigente e l’ha sostituita con improbabili personaggi di cui la Corte dei Conti, nel frattempo, ha potuto constatare l’incapacità.
Sono contrario poi alla sua impostazione statalista: ha preferito usare 335 milioni di euro per costituire A2A, sottraendoli ai fondi per le infrastrutture. Un solo esempio: lo scolmatore del Seveso già deciso nel 2004 (e bloccato nel 2009) sarebbe costato 70 milioni e avrebbe impedito i recenti 60 milioni di danni. Poi le mancate privatizzazioni (Sea e Serravalle su tutti). Potremmo poi parlare delle linee 4 e 5 della metropolitana, dell’immobilismo sull’Expo o del disastro dell’Ecopass. Le lascio però solo un ultimo dato indicativo: in 9 anni noi abbiamo fatto investimenti per 6 miliardi, l’attuale amministrazione in 5 anni non arriva a 2…

Nel Pdl c’è chi come Podestà è sicuro che, nonostante questi argomenti, lei non scenderà in campo e aggiunge: “se si candidasse per il Pd, il tradimento sarebbe doppio”.

Non è un argomento valido perché non sono stato io a chiedere al Pd o ad altri partiti di essere il loro candidato. Comunque non commento, io e lei non avevamo fatto un accordo?

(Carlo Melato)


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