EXPO 2015/ Palazzo Marino, la maggioranza si spacca sulla delibera di Boeri

- La Redazione

La strada dell’Expo continua a presentarsi tortuoso e irta di ostacoli. Ieri si è votato in Coniglio comunale la delibera di ingresso di Palazzo Marino in Arexpo.

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Foto Imagoeconomica

La strada dell’Expo continua a presentarsi tortuosa e irta di ostacoli. Ieri si è votato in Coniglio comunale la delibera di ingresso di Palazzo Marino in Arexpo. Si stratta della società mista, partecipata da Regione, Provincia, Comune di Rho e Fiera che dovrà acquisire la aree sulle quali si svolgerà l’evento. Il provvedimento è passato e il Comune ci metterà 32 milioni. 28 in contanti, gli altri attraverso il conferimento dell’area relativa alla sede stradale. Votando la delibera sono state anche approvata le linee guida inerenti i criteri di gestione del capitale sociale. La votazione non è stata priva di intoppi. La maggioranza, ieri, infatti, si è spaccata. La misura firmata dall’assessore alla Cultura con delega all’Expo, Stefano Boeri ha provocato l’uscita dall’aula del presidente del Consiglio Comunale, Basilio Rizzo e di Anita Sonego, entrambi appartenenti alla lista Sinistra per Pisapia-Federazione della sinistra.

I due hanno spiegato di essersi opposti alla decisione della maggioranza per il fatto che non hanno mai condiviso l’individuazione delle aree destinate ad accogliere gli stand e tutte le strutture della manifestazione: «Non abbiamo approvato l’accordo di programma sulle aree, quindi non voteremo la delibera che è una sorta di decreto attuativo», hanno spiegato, sostenendo che la misura invece che favorire la collettività non fa altro che garantire cospicui guadagni ad una ben precisa famiglia politica. Entrando nel dettaglio hanno denunciato il fatto che «oltre 100 milioni finiscono nelle casse di Fondazione Fiera e gruppo Cabassi in un momento di grave crisi e di sacrifici richiesti ai cittadini». Per il resto, la delibera ha ottenuto 27 voti a favore compreso quello del sindaco. Ha votato contro il grillino Calise, mentre i nove consiglieri del centrodestra si sono astenuti. E mentre il capogruppo in Consiglio del Pd, Carmela Rozza, critica i disertori per le accuse mosse contro la maggioranza, Boeri smorza le polemiche, spiegando che «il margine di realizzazione contenuto nella delibera non è da società di valorizzazione immobiliare».

Poi, ha aggiunto che tutti gli anni Milano e Rho avranno il compito di valutare il business plan e tutti i piani integrati. Contestualmente è stato votato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il Comune a far pressione sul governo per ottenere la deroga al patto di stabilità che impedisce di utilizzare per gli le risorse accumulate in bilancio.  



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