SCOLA/ L’arcivescovo all’Università Cattolica: “Italia, Paese esausto”

- La Redazione

L’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università cattolica di Milano. Ha presenziato il nuovo arcivescovo di Miano Angelo Scola che ha ricordato il momento di drammatica crisi

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L'arcivescovo di Milano Angelo Scola (Foto Ansa)

Angelo Scola, arcivescovo di Milano, è intervenuto oggi all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università Cattolica di Milano, il suo primo saluto del caso. Lo ha fatto celebrando una Messa nella chiesa di sant’Amebrogio.  Nel corso della sua omelia ha richiamato studenti e corpo docenti al grave momento attraversato dal nostro Paese, definendo l’Italia “un Paese esausto”. E’ necessario, ha detto, un ulteriore innovativo slancio che doni sangue a un paese esausto e a una Europa impagliata. “Ascolta e perdona” è il monito contenuto nelle parole dell’arcivescovo. Il giovane Scola fu studente dell’università Cattolica: nel suo messaggio ha chiesto di operare con quell’energia “che nasce dalla stima che all’interno dell’università deve unire tutti per superare ogni divisione in nome del bene comune e della missione educativa”. Ha voluto rivolgersi ai presenti, come ha detto lui stesso, senza formalismo né estraneità. Entrando nello specifico dei ruoli universitari, Scola ha voluto dire che la ricerca, l’insegnamento e lo studio “non sono che una modalità di collaborazione comunitaria e personale all’azione salvifica di Dio”. Ha voluto anche sottolineare come Dio non condizioni la ricerca, ma piuttosto richiama l’uomo a guardare e studiare la realtà. Infine l’augurio conclusivo a studenti e docenti: “Tenere sempre presente la parola di Dio, perché identifica l’orizzonte di significato entro cui il vostro lavoro di studio o di ricerca prende forma”. La Messa è stata celebrata alle 9 e 15 di stamane, A seguire, alle ore 11, nell’aula magna dell’università il discorso inaugurale del rettore Lorenzo Ornaghi alla presenza del cardinale Tettamanzi presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori. A concludere gli interventi la prolusione di Angelo Scola. Nel suo discorso di inaugurazione il rettore ha voluto sottolineare come l’anno che si sta aprendo sarà cruciale: dovrà far nascere una nuova fase del vita nazionale dove ognuno sarà chiamato a riprendere in mano i fili del nostro comune domani.

Non è più il momento di restare immobili, ha aggiunto: la crisi, ha detto, non si oltrepassa “se non si genera una visione autenticamente politica per un domani comune  infatti la situazione si cronicizzerebbe bloccando lo sviluppo dei sistemi economico-sociali e polito-democratici fino a provocarne il sempre più’ rapido corrompimento”.

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