POLIS 3000/ Un gioco rivolto ai ragazzi per imparare a fare il sindaco

- La Redazione

Un gioco per avvicinare i ragazzi alla politica attraverso i problemi che l’amministrazione di una città deve affrontare. Un’idea innovativa nata dall’unione di due grandi passioni

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Si inventa di tutto, ma questa volta l’idea è proprio interessante: un professore di musica di una scuola media di Milano, Roberto Lonoce, ha unito la sua passione politica alla trentennale esperienza di docente, per elaborare un gioco in scatola veramente avvincente. Un intreccio fra il Monopoli e il gioco dell’Oca, Polis3000 ha l’obiettivo di far conoscere ai ragazzi il funzionamento dei meccanismi dell’amministrazione comunale con tanto di imprevisti (buche delle strade, nevicata straordinaria, ecc.), delibere (divise per assessorati) e terminologia di bilancio. L’opuscolo allegato al gioco racchiude anche un glossario della terminologia politica.

Si gioca in due squadre, maggioranza e minoranza rigorosamente scelte dal lancio dei dadi, con a capo il sindaco e il capogruppo di opposizione. Il gioco si basa sulle delibere da approvare, con tanto di dado rappresentativo del premio di maggioranza. POLIS 3000 è un gioco di società che accanto all’aspetto ludico, ha perciò contenuti educativi di carattere civico amministrativo, in linea con il progetto di educazione finanziaria lanciato dal ministero dell’Istruzione.

“Questo gioco si propone di avvicinare i cittadini al linguaggio usato dalla politica, quindi a termini come delibera, giunta, piano programmatico, assessorato, bilancio ecc., tipici dell’Amministrazione locale – riferisce il prof. Lonoce –  è rivolto non solo agli adulti, ma anche ai giovanissimi, per avvicinarli a queste tematiche, a loro poco familiari”.

“POLIS 3000 è uno strumento utile ed educativo; attraverso il gioco i ragazzi potranno essere consapevoli e artefici in prima persona della vita politica e gestionale della città, – continua il prof. Lonoce – potranno conoscere le problematiche generali che affronta l’Amministrazione locale e i costi investiti per risolverle. I dati di spesa inseriti nel gioco fanno infatti riferimento al bilancio reale di una grande metropoli italiana”

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