ELEZIONI/ Berlusconi: la Moratti contro Pisapia? Ha fatto bene

- La Redazione

Archiviato immediatamente l’imbarazzo per la gaffe della Moratti, la strategia si Silvio Berlusconi torna ad essere quella dell’attacco frontale contro Pisapia 

morattipisapiar400
Immagine d'archivio

Archiviato immediatamente l’imbarazzo per la gaffe, la strategia torna ad essere quella dell’attacco frontale. Inizialmente, Silvio Berlusconi pare che avesse preso con una certa irritazione l’errore della Moratti. Il candidato uscente, nel dibattito-scontro con Pisapia andato in onda su Sky, al termine del tempo a disposizione, quando ormai il gong stava suonando e nessuno dei due avrebbe avuto modo di replicare ulteriormente, così aveva attaccato l’avversario: «La mia esperienza di manager, la mia famiglia confermano ampiamente che sono una persona moderata, a differenza di Pisapia che dalla Corte di Assise è stato giudicato responsabile di un furto di veicolo che sarebbe servito per il sequestro e il pestaggio di un giovane. E’ stato giudicato responsabile e amnistiato. L’amnistia non è assoluzione». Peccato che, Pisapia, «dopo essere stato amnistiato», «ricorse in appello e venne assolto». Dopo la seccatura iniziale, il premier tenta di ribaltare la situazione. E, sulla falsariga della Moratti, che invece di fare marcia indietro, stamattina, aveva dichiarato: «ho rimarcato una vicenda che politicamente ha visto in quegli anni Pisapia avere frequentazioni di quel tipo, di personalità ben precise», torna alla carica. «E’ giusto che la Moratti – sono le parole del premier – tiri fuori le unghie. Pisapia ha un passato estremista. Mi sembra paradossale che ci sia qualcuno che voglia ancora rifondare l’ideologia più criminale e disumana della storia dell’uomo che è il comunismo». Non solo: «Non vedo come la sinistra – ha aggiunto – possa scandalizzarsi perché la Moratti ha ricordato una condanna di primo grado per il proprio candidato». 

Secondo il premier, un tale attacco è stato, in fondo legittimo, alla luce del fatto che la sinistra ha segnato la campagna elettorale con «i suoi attacchi e le sue violenze verbali facendone quasi una campagna da guerra civile. Ogni tanto è giusto che anche Letizia tiri fuori le unghie. In campagna elettorale si possono capire tanti comportamenti che non saranno poi quelli di quando si dovrà governare insieme».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori