ELEZIONI/ 1. Pisapia: tutti i servizi pubblici sotto il controllo del Comune

- int. Giuliano Pisapia

Una regia forte del Comune per quanto riguarda i servizi pubblici e una Giunta con il 50% di donne e scelta in base a criteri di onestà e competenza. GIULIANO PISAPIA spiega il suo progetto

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Foto Imagoeconomica

Milano, come le altre città interessate dai ballottaggi, è pronta a tornare al voto fra pochi giorni. La politica nazionale è concentrata sulle sfide di Milano e Napoli. Proprio nel capoluogo lombardo si è giocata la partita più importante e dal valore simbolico più alto.
I due sfidanti, Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, tornano a confrontarsi su IlSussidiario.net al termine di una campagna elettorale ad altissima tensione. Il candidato del centrosinistra, Giuliano Pisapia, spiega così il suo progetto.

Quali sono le principali iniziative che ha in programma per i primi 100 giorni di governo in caso di vittoria?

Il primo atto che farò quando sarò sindaco sarà quello di formare la nuova Giunta, che come ho più volte ribadito sarà composta per il 50% da donne; ogni persona sarà scelta sulla base delle competenze, della professionalità e dell’onestà. L’impegno della nuova amministrazione sarà prima di tutto quello di contrastare il traffico e lo smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici urbani e dando impulso alla mobilità sostenibile.
Vogliamo iniziare con l’ampliamento del bike sharing anche nelle periferie, con un piano di piste e corsie ciclabili e con gli abbonamenti gratuiti ai mezzi Atm per gli over 65, mentre aspetteremo l’esito dei referendum del 12 e 13 giugno per decidere, in accordo con i milanesi, quali misure adottare per superare l’Ecopass.
Il rilancio dell’Expo, dopo anni di litigi e di pura enunciazione di slogan, è l’altro fronte su cui la mia Giunta lavorerà fin da subito. Cominceremo istituendo la commissione antimafia in modo da vigilare su possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. Voglio poi porre l’attenzione sulla riqualificazione delle periferie che diventeranno vere e proprie municipalità con maggiori risorse.

Famiglia: quale concezione di famiglia sta alla base del vostro programma e quali politiche avete in mente?

Abbiamo in mente una famiglia che oggi più che mai deve essere aiutata nella cura e nell’assistenza a bambini, anziani e disabili. Noi lo faremo attraverso un forte investimento sugli asili e le scuole per l’infanzia e sulla loro qualità; attraverso una politica delle tariffe dei servizi sociali, rigorosamente improntata sul rapporto reddito/carico familiare.
Inoltre, la nostra politica sulla casa consentirà di recuperare i 5.000 apparamenti vuoti dell’Aler e gli 80.000 appartamenti sfitti in Milano di cui oggi sempre più giovani e famiglie hanno bisogno.

Temi etici: qual è la vostra posizione su unioni civili ed eutanasia?

Vogliamo istituire il registro delle unioni di fatto. Questo non deve essere inteso come una promozione per le coppie non sposate, ma come il riconoscimento di una realtà che esiste da tempo e che non può più essere ignorata. Per quanto mi riguarda non significa mettere le unioni sullo stesso piano della famiglia sancita dalla Costituzione, ma non si può discriminare un figlio di un’unione di fatto da un figlio nato all’interno del matrimonio. Per quanto riguarda l’eutanasia, invece, il sindaco non ha competenze.

Riguardo all’educazione, cosa si intende per “gestione diretta” del comune di scuole e asili? Questa scelta non comporta necessariamente un aumento dei costi?

Il Comune tornerà ad avere il pieno controllo di tutti i servizi pubblici e delle convenzioni con quelli privati; senza aumento di costi, ma razionalizzando le spese. I servizi all’infanzia non sono un costo, ma un investimento sul futuro. Gli asili nido devono sensibilmente aumentare. Inoltre è importante che vengano effettuate verifiche periodiche della qualità del servizio e che vengano rispettati i rapporti numerici educatori/bambini.

Urbanistica: qual è il modello proposto? In continuità o in discontinuità con il Pgt dell’amministrazione uscente? Con quali conseguenze?

Il Pgt è uno strumento che non va cancellato, ma va modificato e lo faremo entro il primo anno di governo. Il nostro obiettivo è procedere nel modo più rapido possibile. Abbiamo esperienze di varianti al documento di piano compiute fra i sei mesi e l’anno. Senz’altro manterremo attivi sia il piano dei servizi che quello delle regole; su questo il nostro impegno è assoluto.

Immigrazione: la vostra proposta creerà nuovi diritti e nuovi doveri per i cittadini stranieri? Quali?

Garantiremo quello che è un diritto sancito dalla Costituzione, e cioè la possibilità per ogni credente di praticare la propria fede, nel solco di Giovanni XXIII, del cardinale Martini e del cardinale Tettamanzi. Inoltre, per promuovere l’integrazione dei cittadini stranieri sarebbe giusto dare il diritto di voto agli immigrati residenti per l’elezione dei Consigli di zona e per i referenudm consultivi, di cui il Comune farà molto uso nei prossimi anni. I cittadini regolari, che hanno un lavoro e pagano le tasse a Milano, hanno il diritto di partecipare alle scelte che riguardano anche loro.

Nel suo programma è prevista la realizzazione di una moschea e di un centro di cultura islamica. Dove si collocherà e con quali dimensioni? 

L’area dove sorgerà il centro interculturale, dove al suo interno ci sarà anche la moschea, sarà decisa dopo aver coinvolto nella decisione i cittadini e chiedendo un parere consultivo anche alla diocesi. 
 
Quale politica per i rom?

Una politica di inclusione nel rispetto della legalità e che preveda il superamento dei campi. Noi dobbiamo contrastare la criminalità, lo sfruttamento dei minori e il racket dell’accattonaggio, cercando di costruire relazioni positive con le famiglie e con i bambini attraverso la frequenza della scuola e il lavoro degli assistenti sociali.

Quali proposte per un traffico e una viabilità migliore?

È fondamentale potenziare i mezzi pubblici urbani e la mobilità sostenibile. Parcheggi di interscambio per coloro che arrivano da fuori Milano in modo che possano lasciare le proprie auto e utilizzare il trasporto pubblico finalmente efficiente. Inoltre voglio sottolineare che il tema della mobilità, così come quello della qualità dell’aria, va gestito in un’ottica di città metropolitana con il massimo coinvolgimento dei comuni della provincia.

Smog: avete in mente di ampliare, ridurre o eliminare l’Ecopass? Favorevole a una congestion charge sul modello londinese?

Come spiegavo prima aspetteremo l’esito dei referendum ambientali di metà giugno. Sono state raccolte 25 mila firme su ogni quesito, e la nostra Giunta ascolterà i milanesi e la commissione dei saggi istituita da Letizia Moratti, prima di prendere decisioni su uno degli aspetti che più sta a cuore ai cittadini.

Per realizzare quanto avete in mente serviranno nuove tasse e una nuova politica delle entrate? Cosa significa privilegiare il prelievo sull’“utilizzo/consumo” della città?

Non è necessario aumentare le tasse, razionalizzare le spese innanzitutto eliminando le consulenze inutili. Daremo vita senz’altro a una nuova politica delle entrate incentrata su: l’aggiornamento del catasto delle proprietà immobiliari, il recupero dell’evasione contributiva, la costituzione di un fondo immobiliare municipale. Il prelievo sarà organizzato in modo da tenere soprattutto in conto l’utilizzo effettivo da parte dei cittadini dei servizi offerti dal Comune, piuttosto che sul calcolo dei redditi.

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