PISAPIA/ 2. Boeri (Pd): rivoluzione? Manterremo ciò che di buono ha fatto la Moratti

- int. Stefano Boeri

“Il Pd manterrà sicuramente tutto ciò che di buono è stato fatto dalla giunta Moratti, a partire da Expo, Ecopass e bike sharing”. Ad affermarlo è STEFANO BOERI, capolista del Pd a Milano

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Stefano Boeri

«Il Pd manterrà sicuramente tutto ciò che di buono è stato fatto dalla giunta Moratti negli ultimi cinque anni, a partire da Expo, Ecopass e bike sharing. Per Milano l’elezione di Pisapia non significa ricominciare da zero, ma continuare a lavorare per sviluppare ed estendere questi tre punti». E’ la «rivoluzione Pisapia» vista da Stefano Boeri, capolista del Pd a Milano, oltre che architetto, urbanista e membro della consulta di Expo 2015.

Boeri, la vittoria di Pisapia per Milano significa ripartire da zero, o manterrete quanto di buono ha fatto la giunta Moratti?

Manterremo sicuramente quanto di buono ha fatto la giunta Moratti, lo garantisco senza ombra di dubbio. Mi riferisco innanzitutto alla vittoria di Expo, che nessuno si sogna di annullare. Inoltre Ecopass è stato il primo modo forte con cui è stato affrontato il grande tema della mobilità e del traffico. E lo stesso vale per l’introduzione, sia in modo parziale, del bike sharing, che ora andrà potenziato ed esteso.

Il Pd vigilerà affinché il governo della città non avvenga in modo ideologico?

Il Pd ha il 29% dei voti, 20 consiglieri su 48 totali e su 29 della maggioranza. Siamo quindi un grande partito innovatore ed equilibrato, e vigileremo soprattutto sulla coerenza con il programma e sulla grande spinta riformatrice di Milano.

Come vi rapporterete con centri sociali, che non sempre hanno dimostrato di essere una presenza pacifica?

Bisogna assolutamente portare queste situazioni, che in alcuni casi hanno una funzione molto positiva di aggregazione giovanile, e in altri casi invece un valore molto discutibile e di nessuna utilità, dentro a una dimensione di legalità. Questo è il passaggio fondamentale che andrà fatto nei prossimi cinque anni.

Il programma del centrosinistra prevede un registro delle coppie di fatto. Pensate davvero di istituirlo?

Su questo ci sono sensibilità molto diverse, si tratta quindi di una scelta che andrà fatta con grande attenzione. Da un punto di vista dei diritti questa è una scelta lecita, ma un registro delle unioni civili è un elemento che non ha nessun valore giuridico e rischia quasi di essere più che altro una schedatura. Quindi questo sarà uno dei temi su cui sindaco e giunta prenderanno una posizione subito, appena iniziati i lavori.

Cercherete di dare valore giuridico alle unioni civile?

No, non possiamo dare valore giuridico a questo registro, perché non è il Comune a fissare i requisiti di giuridicità dello stato di coppia. La scelta del Comune ha quindi un valore unicamente di mappatura.

 

Quindi è un provvedimento inutile…

 

Come le ho detto, questo è un tema di cui si sta discutendo, su cui si incontrano delle posizioni differenti e che andrà affrontato con grande attenzione.

 

Secondo alcuni dopo il voto Pd e Pisapia sono già in rotta, tanto che non riescono più neanche a parlarsi…

 

Credo che siano in corso dei colloqui, ma penso che non ci siano problemi. Ovviamente non si è ancora discusso di giunta, ma io e Pisapia ci siamo già incontrati più volte dopo il ballottaggio, e abbiamo parlato di ciò che occorre fare per Milano. Non c’è quindi nessuna difficoltà a parlare con Pisapia.

 

Ma il nuovo sindaco tenderà a concepirsi come un uomo al di fuori dei partiti?

 

Non penso, basta vedere a come si è comportato negli ultimi mesi. E’ stato un regista discreto ma intelligente, e ha consentito che si liberassero le energie migliori di tutti senza censurare nessuno, ma svolgendo un coordinamento sottotraccia. In futuro continuerà a svolgere questo ruolo in cui è molto bravo: gli riconosco un’intelligenza politica fuori dal comune.

 

Intanto però dovrete scegliere se bloccare il Pgt o mantenerlo così com’è. Alla fine che cosa farete?

 

Nessuna delle due cose. Noi proponiamo che il documento di indirizzo del piano, che è una delle tre parti del Pgt, sia sottoposto a una variante che richiederà circa sei mesi. Quindi occorrerà modificare le altre due parti, cioè il piano delle regole e il piano dei servizi. Nel frattempo però non bloccheremo il Pgt, e quindi le trasformazioni della città non subiranno una battuta d’arresto.

 

Ma la legge regionale 12 non dice il contrario?

Proprio la legge 12 afferma che è possibile introdurre una variante, e nel frattempo mantenere attivo il Piano. Pisapia però nei mesi scorsi ha fatto ricorso al Tar contro il Pgt.

 

Ora che è sindaco, non crede che farà di tutto per bloccarlo?

 

Il ricorso al Tar è stata una reazione a un’approvazione accelerata e prepotente che non ha preso in considerazione migliaia di osservazioni dei cittadini. Lo considero quindi una risposta opportuna. Anche se, una volta che il centrosinistra inizierà a governare la città, ritengo altrettanto importante ritirare il ricorso sostituendolo con un intervento in variante.

 

Che cosa farete per risolvere il problema del traffico?

 

Bisognerà lavorare molto su una scala sovracomunale, tornando a un’idea di un’agenzia della mobilità che coinvolga Ferrovie nord, reti metropolitane, grandi sistemi di tangenziali. Occorre cioè un ragionamento su grande scala, perché uno dei grandi difetti del Pgt è che guarda solo dentro ai confini di Milano. In questo modo però non si riescono a governare i grandi processi come quelli delle infrastrutture dei trasporti o dei servizi pubblici. Il potenziamento della rete ferroviaria e la realizzazione di un sistema di parcheggi per ridurre il volume di traffico in ingresso a Milano, sono tutte scelte che devono avvenire all’interno di una visione molto più ampia dei confini comunali. La grande sfida della metropoli si gioca a questo livello.

 

Milano però non può decidere per i Comuni dell’hinterland, e la Provincia è guidata dal centrodestra…

 

Le ricordo che negli anni ’70 chi amministrava Milano, cioè Dc e Psi, ha inventato il Piano intercomunale milanese, oltre 60 sindaci di colori politici diversi, e grazie a questo accordo promosso da Dc e Psi sono stati fatti alcuni degli interventi infrastrutturali più avanzati dell’area metropolitana milanese. Quello spirito deve ritornare ora, ed è possibile farlo anche con colori politici diversi.

 

(Pietro Vernizzi)

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