CONGESTION CHARGE/ Da Londra il fratello maggiore dell’Ecopass che divide la città

- La Redazione

Il contestatissimo Ecopass non è una esperienza unica nel panorama europeo. A Londra si chiama ‘Congestion Charge’ e pur tra le polemiche pare porti risultati. Ne parla ARIANNA CAPUANI

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Westminister (Foto: IMAGOECONOMICA)

La Congestion Charge è stata introdotta a Londra nel 2003 come uno strumento per scoraggiare il traffico privato nel centro della città. Accanto a questo scopo principale, vi era anche quello di raccogliere fondi da investire nel sistema di trasporto pubblico. Dal pagamento di questa tassa sono esclusi: i motocicli, i tassì e gli autonoleggi, i veicoli per disabili, ambulanze, veicoli dei vigili del fuoco e quelli del NHS (il servizio sanitario nazionale). Tutti questi veicoli sono esclusi dal pagamento senza bisogno di registrazione, che invece è richiesta per l’esenzione dalla tassa di veicoli Euro 5, di quelli a propulsione elettrica o ibrida, o con nove e più posti.

La tassa viene applicata solo nei giorni lavorativi (dalle 7,00 alle 18,00) e la tariffa giornaliera è di 10 sterline, se pagata in anticipo, altrimenti sale a 12, se pagata alla fine della giornata, e scende a 9 sterline con una sistema di pagamento mensile. I veicoli elettrici e quelli con nove o più posti, pur esenti dal pedaggio giornaliero, pagano 10 sterline all’anno. Ai residenti delle zone interessate viene concesso uno sconto del 90%. La multa per il mancato pagamento della Congestion Charge è di 120 sterline, ridotte a 60 se il pagamento avviene entro 14 giorni.

Le tariffe sono state aumentate all’inizio di quest’anno, in concomitanza con la riduzione dell’area coperta dalla tassa. La zona attualmente interessata è il centro di Londra, da Westminster alla City, e raggiunge a nord Islington e a sud Elephant & Castle. Se si volesse fare un paragone, pur nella diversità delle due città, l’area di Londra coperta dalla tassa sarebbe inferiore a quella prevista nel progetto della giunta Pisapia di estensione dell’Ecopass a Milano.

I dati ufficiali parlano di una riduzione nei livelli di traffico privato, che ha portato ad un incremento del 6% nell’uso dei mezzi pubblici nei giorni in cui la tassa è applicata. Nell’anno finanziario 2009/2010 gli introiti sono ammontati a 148 milioni di sterline  che, secondo la legge, devono essere utilizzati per migliorare il trasporto pubblico. Le stesse fonti ufficiali ammettono però che la congestione è aumentata, malgrado la riduzione dei livelli di traffico, soprattutto a causa di estesi lavori di pubblici nelle strade. 

La Congestion Charge non è quindi esente da critiche, soprattutto da parte di politici Conservatori, come Richard Tracey, membro dell’Assemblea della Grande Londra, che ci dichiara che “ non ha avuto altro vantaggio se non di sottrarre soldi, e in modo discutibile, agli automobilisti”. Aggiunge Tracy che la tassa ha avuto esiti negativi per le piccole imprese nei quartieri di Chelsea, Kensington, Knightsbridge, da cui è stata tolta all’inizio di quest’anno. Tuttavia, sottolinea ancora Tracey, “ non vi è nessuna prova che la tassa abbia avuto effetti sugli altri mezzi di trasporto e che, per salvaguardare l’ambiente, occorrono molti più progressi nella diminuzione delle emissioni delle auto, in direzione ultimamente di veicoli elettrici o a idrogeno, e nell’incoraggiamento dell’uso della bicicletta o dell’andare a piedi.”

Londra sta in effetti incominciando a introdurre mezzi pubblici di trasporto e tassì a idrogeno, e sono già in funzione cinque autobus con questo tipo di propulsione. Inoltre, si sta potenziando la rete di piste ciclabili, con “superstrade per biciclette” che convergono radialmente sul centro della città.

Dal 2008, a Londra esiste anche una Low Emission Zone (Zona a Bassa Emissione), che comprende la maggior parte della Grande Londra ed è attiva ventiquattro ore al giorno tutti i giorni della settimana. Questa tassa viene applicata a tutti i veicoli diesel pesanti che non rispettino particolari requisiti, che verranno resi ancor più rigorosi a partire dal prossimo 3 gennaio 2012.

 

(Arianna Capuani)

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