PROVOCAZIONE/ Quel “po’ di bello” rubato a Sesto è la chiave del caso Penati?

- Merisio Colleoni

Immaginiamo una conversazione, tra due vecchi sestesi. E subito spunta qualche perché di troppo in questa calda inchiesta agostana che vede Filippo Penati alla sbarra…

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Filippo Penati

“Sa cosa le dico, che tra un po’ qualcuno accuserà Penati anche di aver ucciso il Sala”

Scusi signor Casiraghi, chi è questo Sala?

“Eee, i vecchi sestesi e gli ex operai come me lo sanno bene: era il guardiano delle aree Marelli, viveva in una cascina circondato da cani, cavalli e animali vari. Ha avuto anche un leone, una volta”.

E che fine ha fatto?

“Il leone?”

No, il Sala.

“Quando la Marelli ha chiuso è rimasto lì per anni, aveva il diritto finché viveva. Ma su quelle aree dovevano costruire. Ha resistito per tanto, poi un giorno è bruciata la cascina con lui dentro. E così a Sesto San Giovanni sono incominciati i lavori sulle prime aree dismesse”.

E cosa c’entra Penati?

“Lui niente, credo. Ai tempi forse non faceva nemmeno politica”.

E allora?

“Allora dico che tutti quelli che oggi parlano di tangenti a Sesto devono ricordare come è incominciata tutta la faccenda. Le aree hanno sempre fatto gola a troppa gente, mica gliene frega a nessuno degli operai o del passato delle fabbriche, o della Resistenza ormai. Altro che metodo Penati”.

Dunque lei difende Penati?

“Ma che difendere. Io non so niente, magari ha rubato, magari no. Lo scopriranno i giudici, che queste cose le sanno fare bene. A me però, dopo 60 anni di monocultura, monocolore e monopotere, mi sembra strano che adesso viene fuori di colpo tutta questa roba su Penati”.

Che cosa intende dire?

 

“Che se lei fa le liste di quelli che hanno lavorato a Sesto negli ultimi 25 anni trova sempre gli stessi nomi. Siamo mica tutti bamba qui. I cartelli li sappiamo leggere”.

Ci sono accuse molto importanti…

“Guardi, io ci ho un sospetto”.

Dica.

“Adesso devono incominciare i lavori sulle vecchie aree della Falck, c’è un nuovo padrone, e ci sono tanti bei soldini che devono girare. E ci si prepara per bene. Ma io so già come andrà a finire la festa”.

Non mi dica…

“Andrà come sempre: che faranno delle porcherie”.

Affari sporchi?

“Macché, dico schifezze, roba brutta e inutile. Ma lei ha girato per Sesto? Ma ha visto cosa hanno fatto su tutte le aree dismesse finora? Cemento, porcherie, palazzi orrendi e grattacieli di vetro vuoti. Non c’è una logica, anche i materiali si vede che sono scadenti. Tutto uno schifo. L’avesse fatta Berlusconi ‘sta roba mica durava così tanto. Altro che Ruby. Altro che Penati.”

Su questo si può concordare.

 

“Il vero furto è stato questo, a Sesto”.

Dai, Casiraghi, Sesto non è mai stata una bella città, tra fabbriche, fumi e ciminiere…

“Eh sì, ma dopo? Via le fabbriche si poteva fare un po’ di bello. Ecco, io per questo li manderei tutti a casa, politici, architetti e imprenditori: furto di bellezza. Altro che metodo-Penati”.

Il progetto sulle ex aree Falck è firmato da Renzo Piano.

“Lei dice?”

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