PIAZZA AFFARI/ Indignados e centri sociali occupano la piazza davanti alla Borsa

- La Redazione

Oggi un gruppo di manifestanti dei centri sociali e del sindacato Usb che si definiscono indignados hanno cercato di fare irruzione alla Borsa. Tende in Piazza Affari per protesta

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Un momento della tentata irruzione alla Borsa, foto Ansa

Arrivano gli indignados italiani, appartenenti in realtà ai centri sociali. Per essere il primo tentativo di costruire una realtà similare a quella spagnola o a quella greca, indignados che si contano in decine di migliaia e che occupano le piazze principali delle loro capitali dormendoci in tenda, è stata una apparizione piuttosto in stile con quelle classiche di certo antagonismo nostrano. Un tentativo di irruzione con risse e botte, irruzione tentata stamane nel palazzo della Borsa in Piazza Affari a Milano. Tra gli altri c’erano anche militanti del sindacato Usb. I nostri indignados in realtà qualche tenda l’hanno sistemata davvero di fronte alla Borsa, con conseguente tentativo delle forze dell’ordine di sgomberarle. Ma il presidio dovrebbe rimanere attivo tutta la notte. All’arrivo delle forze dell’ordine diversi manifestanti hanno reagito e ne è nata una colluttazione con un paio di feriti non gravi. I manifestanti prima di aprire le tende avevano cercato di fare irruzione all’interno del palazzo della Borsa, ma sono stati fermati dal personale dell’edifico e la porta quindi sprangata. I manifestanti sono tornati in piazza dove hanno dato via al presidio con uno striscione che recava scritto: “Predicano austerity ma razzolano male, rubano ai poveri per dare ai soliti’.” Il segretario provinciale dell’Usb, Riccardo Germani ha lanciato un appello a giovani, disoccupati, precari di raggiungere Piazza Affari con le loro tende: l’idea è di fare un presidio che duri fino a domani mattina quando i manifestanti si uniranno al corteo della Cgil nel corso dello sciopero nazionale proclamato appunto per domani 6 settembre. Lo stesso Germani ha commentato la loro azione: “Abbiamo abbiamo bloccato per due ore gli uffici della Borsa. I lavoratori sono stati solidali con noi perché costretti anche loro a contratti precari”. Non si sa se questa prima prova di indignados italiani avrà un seguito, sicuramente gli esempi spagnoli e israeliani stanno suscitando molto interesse in questa situaizone di crisi generalizzata a livello europeo e non solo.

 

Foto Ansa



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