EXPO 2015/ Bianchi (Cisl): un accordo garantirà lavoro a 2mila disoccupati

Un accordo che darà lavoro a circa 2mila disoccupati o cassaintegrati. FRANCESCO BIANCHI (Cisl) commenta il protocollo per la sicurezza dei cantieri firmato ieri in vista di Expo 2015

11.01.2012 - La Redazione
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Foto Imagoeconomica

Un accordo che darà lavoro a circa 2mila disoccupati o dipendenti in cassa integrazione. E’ stato firmato ieri a Palazzo Marino il protocollo per la sicurezza dei cantieri in vista di Expo 2015. Il documento prevede che il 10% dei nuovi posti di lavoro nel settore dell’edilizia creati grazie all’evento che si terrà tra tre anni a Milano sia destinato a lavoratori iscritti nelle liste di mobilità o in cassa integrazione straordinaria. A sottoscrivere l’accordo sono stati il Comune di Milano, Cgil, Cisl, Uil, l’amministratore delegato di Expo 2015, Giuseppe Sala, e delle aziende che saranno coinvolte nella gestione dei cantieri. Francesco Bianchi, segretario regionale di Filca Cisl (attiva nel settore edilizio), sottolinea che “il nostro intento è fare di Expo 2015 un’opportunità per chi sta cercando di rientrare nel mondo del lavoro da quella che sempre più spesso si trasforma nell’anticamera della disoccupazione”.

Bianchi, è soddisfatto del protocollo sottoscritto ieri a Palazzo Marino?

Sì, perché questo è un primo accordo per quanto riguarda la sicurezza all’interno dei cantieri. Si tratta di un documento di base, per potere poi fornire alle categorie il punto di partenza per un ulteriore protocollo che entri negli aspetti specifici del lavoro nei cantieri. L’obiettivo è quello di consentire l’utilizzo degli enti bilaterali per quanto riguarda la formazione e la sicurezza, fornendo alcuni indirizzi per utilizzare poi i lavoratori che sono in cassa integrazione o in mobilità all’interno dell’Expo. E’ un modo per aiutare il territorio in questo momento di difficoltà e cercare nelle liste di mobilità quelle professionalità che possano poi servire alla costruzione dell’evento del 2015.

Perché non sono state sufficienti le norme vigenti e c’è stato bisogno di un protocollo aggiuntivo in vista di Expo 2015?

Le norme in questo caso non specificano alcuni obblighi, come quello di una formazione aggiuntiva per quanto riguarda la sicurezza. Si introdurrà quindi qualcosa in più rispetto alle leggi, e perché ciò avvenga si utilizzeranno i mezzi disponibili sul territorio. Gli strumenti contrattuali e il sistema bilaterale garantiscono queste possibilità. Tanto più che il Comitato Paritetico Territoriale (Cpt) ha a sua disposizione Esem, l’Ente scuola edile milanese, che è in grado di fornire quel supporto formativo che non è ancora indicato dalle leggi. Le norme vigenti si limitano infatti a delle prescrizioni molto generiche, mentre il protocollo firmato in Comune le integra con nuovi elementi.

L’accordo quindi che cosa aggiunge in più?

Attraverso un meccanismo messo in atto a Milano grazie al sistema bilaterale, si introduce anche un controllo di tutte le persone che entrano ed escono dai cantieri. Si tratta di un altro fattore sempre a rischio, in quanto un cantiere è un sistema più complesso rispetto a una fabbrica, tanto è vero che la maggior parte degli incidenti si verifica di solito il primo giorno di lavoro. Con il nuovo accordo si introducono invece dei vincoli, grazie a cui il sistema edilizio mette sotto controllo l’intero cantiere. Filca Cisl ha fornito il suo know how al Comune di Milano e ad Expo 2015 per venire incontro a tutta una serie di problematiche presenti nel settore edile. La seconda fase vedrà le categorie protagoniste per quanto riguarda gli aspetti più concreti della sicurezza all’interno dei cantieri, che è sempre un problema molto sentito e di attualità.

 

Quali altre novità introduce il protocollo?

 

L’accordo prescrive l’obbligo da parte di tutte le imprese che operano nel settore costruzione in vista dell’Expo di assumere il 10% dei lavoratori scegliendoli dalle liste di mobilità o tra i cassaintegrati. E’ quindi nello stesso tempo un accordo di welfare territoriale che la Cisl valuta in termini molto positivi.

 

Quali sono i motivi per cui avete pensato di inserire la questione dei cassintegrati proprio nel protocollo di sicurezza?

 

La cassa integrazione straordinaria è sempre più un meccanismo che prolunga ma non risolve il problema dell’occupazione, trasformandosi di fatto nell’anticamera del licenziamento, in quanto il reimpiego è sempre più difficile. In questo momento abbiamo deciso quindi di fornire un’opportunità sia a quanti sono nelle liste di mobilità, cioè che sono stati licenziati, sia a chi è in cassa integrazione e prevede o ha il sentore che per la sua azienda non ci sarà una ripresa. Se l’Expo è un’opportunità per l’Italia, vogliamo che sul territorio rimanga qualcosa quantomeno per chi sta cercando di rientrare nel mondo del lavoro.

 

Ma un metalmeccanico in cassa integrazione riuscirà a trasformarsi in un operaio edile?

Nei confronti di questo 10% sarà molto importante il ruolo della formazione. L’Esem è in grado infatti di riqualificare le persone che provengono dagli altri settori. Non vogliamo che questi lavoratori siano “buttati” nei cantieri senza avere prima ricevuto un’adeguata preparazione professionale, perché altrimenti rischieremmo di peggiorare anche la qualità del lavoro. Attraverso il meccanismo della formazione è possibile riqualificare la persona e quindi arricchirla dal punto di vista professionale, perché le si permette di acquisire nuove abilità dandole l’opportunità di svolgere un lavoro altamente qualificato.

 

Nella trattativa ci sono state differenze di vedute tra Cisl e Cgil, come già avvenuto in altre recenti occasioni?

 

Io ero presente alla stipula dell’accordo e posso testimoniare che abbiamo lavorato tutti nella stessa ottica. Non ci sono state divisioni e questo si è riflesso positivamente sul risultato raggiunto. Rappresentando la Cisl di categoria, non posso escludere che a livello federale siano avvenute altre cose. Ma posso garantire che durante le trattative i sindacati si sono espressi con un’unica voce.

 

(Pietro Vernizzi)

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