DIMISSIONI MINETTI/ Albertini: adesso farà un film con Tinto Brass (video)

- La Redazione

L’ex sindaco di Milano e probabile candidato Pdl alla regione Lombardia rilascia una battuta sulle dimissioni di Nicole Minetti, battuta che però non è piaciuta a tutti

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Nicole Minetti

Dimissioni in bianco, così quasi tutti i consiglieri regionali del Pdl hanno rimesso il proprio mandato al capogruppo al Pirellone Paolo Valentini. Dimissioni maturate in seguito alla crisi della Regione e la conseguente decisione del presidente di sciogliere la giunta per andare al voto. Quasi tutti perché c’è chi non vuole dimettersi, ma secondo il capogruppo Valentini tra i dimissionari c’è anche Nicole Minetti, la contestata consigliera coinvolta nello scandalo dei festini a casa dell’ex capo del governo Silvio Berlusconi. Oggi la Minetti non era presente alla consegna delle dimissioni ma Valentini ha assicurato Formigoni che anche lei è tra i dimissionari. Le dimissioni sono necessarie per poter sciogliere il consiglio regionale il prossimo 25 ottobre come richiesto da Formigoni. E a proposito della Minetti, un curioso episodio ha visto protagonista oggi l’ex sindaco di Milano e ideale candidato del Pdl proprio al ruolo di nuovo presidente della Lombardia. Albertini, oggi eurodeputato, era in collegamento video durante la trasmissione Agorà di Rai Tre. Alla notizia delle dimissioni di Nicole Minetti, Albertini ha commentato di aspettarsi adesso una telefonata da parte di Tinto Brass per invitarla a recitare nel suo prossimo film. Un film, ha aggiunto, che andrà a vedere molto volentieri. In studio anche Mughini, che ha riso molto delle parole dell’ex sindaco promettendo che sarebbe andato a vedere il film insieme a lui. Non ha riso invece la giornalista Maria Teresa Meli che ha definito quelle di Albertini parole di cattivo gusto. Albertini ha allora replicato per spiegare la sua battuta: ”Nel 2005 ho convinto il presidente Berlusconi con una telefonata di un’ora a non inserire nel listino bloccato non Nicole Minetti, ma una degna persona, che però aveva 21 anni e non era ancora laureata, che si chiama Lara Comi, attuale deputata europea”: Albertini ha aggiunto che la Comi non venne messa in lista perché non doveva stare nel lisitno bloccato una persona che avesse una sola confidenza con il capo del partito. “Berlusconi quindi fece una scelta diversa e nel listino bloccato finì il capo di Gabinetto del sindaco di Milano”, ha concluso.



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