SCIOPERO METROPOLITANA/ Milano: il racconto della gente abbandonata nelle gallerie e il parere del sindacalista

- La Redazione

Caos selvaggio oggi a Milano. Ilsussidiario.net ha raccolto la testimonianza di cittadini lasciati chiusi per un’ora dentro ai vagoni così come il commento di un sindacalista alla situazione

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Metro Duomo - Infophoto

Sciopero metropolitane è caos a Milano: passeggeri bloccati nelle gallerie della metro percorrono i tunnel a piedi – Lo sciopero di oggi 2 ottobre dal personale dei mezzi pubblici di trasporto ha fatto piombare la città di Milano in una situazione di grande disagio. Era prevedibile in queste situazioni anche considerando l’orario di fascia scelto come sempre nel capoluogo lombardo, e cioè dalle 8 e 45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio. Nessuna città italiana osserva orari che creano un tale disagio per quanti devono recarsi al lavoro. E’ così successo che stamattina alla fermata Duomo della linea rossa e gialla, il personale dell’ATM abbia chiuso con qualche minuto di anticipo i cancelli che impediscono l’accesso alle panchine. Centinaia di cittadini infuriati hanno cominciato a protestare e molti di essi, rischiando anche di farsi male, si sono infilati strisciando per terra sotto ai cancelli per riuscire a prendere l’ultimo treno a disposizione prima del blocco. In molti hanno picchiato sulle barriere e insultato pesantemente il personale dell’Atm. Secondo Giovanni Abimelech della Fit-Cisl di Milano contattato da Ilsussidario.net, si è trattato in realtà di un problema tecnico, un guasto alla linea elettrica che ha obbligato a chiudere in anticipo, ma le persone che si trovavano sulla panchina in attesa del treno, ha spiegato, non sono state abbandonate, ma sono state fatte attendere fino a quando non è stato possibile farle salire su di un treno. Il problema è che la stessa cosa è successa alquanto misteriosamente anche prima del blocco che iniziava alle ore 18. Un nuovo guasto tecnico, spiega Abimelech, e i treni sulla linea rossa si sono fermati nelle gallerie creando una colonna di tre convogli fermi uno dietro l’altro.

Ilsussidiario.net è riuscito a raggiungere telefonicamente alcuni cittadini che si trovavano sul posto, a bordo di uno dei treni bloccati nelle gallerie all’altezza della stazione di Lima che ci hanno raccontato della situazione assolutamente infernale da loro vissuta. Secondo quanto ci hanno detto, “nessuna comunicazione da parte di Atm è stata data. Siamo rimasti chiusi dentro i vagoni con i finestrini bloccati, senza aria condizionata, stipati come sardine perché era l’ultimo treno prima dell’inizio dello sciopero”. A questo punto, “molta gente ha cominciato sentirsi male: c’erano anziani che minacciavano di svenire, bambini che si sentivano male”. Un cittadino ci ha raccontato di aver soccorso due anziani che stavano svenendo. E’ stata la gente a sbloccare con la forza le porte e a uscire nelle gallerie nonostante Atm dicesse di rimanere a bordo. La situazione è caotica, la gente è infuriata, c’è chi vuole dennunciare Atm per sequestro di persona. Sono state mandate sul posto ambulanze e forze dell’ordine. Si è sentito in dovere di intervenire anche l’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità Raffaele Cattaneo che ha espresso il disappunto per questo tipo di scioperi e il modo in cui vengono organizzati. Nella nota che ha diffuso, Cattaneo dice che i disagi che si sono verificati oggi a Milano e in tutta la Lombardia impongono una riflessione sulle modalità per poter permettere ai lavoratori di esprimere le proprie legittime ragioni senza prescindere da quelli altrettanto legittime degli altri lavoratori pendolari. “Evidentemente c’è bisogno di rivedere qualche regola al fine di tutelare di più un servizio delicato, essenziale e per molti insostituibile come il trasporto pubblico locale” ha anche detto. Secondo Giovanni Abimelech, che ha voluto dire che comunque parlava a titolo personale e  non a nome della segreteria Fit-Cisl, “Cattaneo non dovrebbe permettersi di mettere in discussione il diritto di sciopero. I lavoratori dei mezzi di trasporto si trovano davanti a un contratto vecchio di cinque anni mai rinnovato e di cui chi di dovere non ha mai avanzato una proposta salariale”.

Di fronte alla nostra osservazione che nessuno vuole ledere il diritto di manifestare dei lavoratori, ma che questo tipo di sciopero crea sempre disagi nei cittadini che sono lavoratori anch’essi, Abimelech ha detto che “i cittadini dovrebbero arrabbiarsi non con noi ma con chi non rinnova i contratti dei lavoratori. Noi non siamo gente che gira con l’auto blu, abbiamo anche noi famiglie e subiamo  lo stesso tipo di disagio. Ripeto: sono cinque anni che le nostre richieste vengono sistematicamente ignorate e il dottor Cattaneo lo sa bene”. 

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