SCIOPERO SEA/ Malpensa e Linate, non c’è intesa: domani 27 marzo voli fermi per quattro ore

- La Redazione

I lavoratori della Sea incrociano le braccia domani a Malpensa e Linate dalle ore 11 alle ore 15. Disagi su tutti i voli, il piano di emergenza di Alitalia

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Sciopero Sea domani 27 marzo. Confermata l’agitazione dei lavoratori aeroportuali della Sea con uno sciopero di quattro ore da tenersi domani dalle 11 di mattina alle 15 di pomeriggio. Ovviamente non solo il blocco crea disagi, ma il susseguente obbligatorio accumulo di ritardi che si ripercuote come sempre in questi casi su tutti i voli della giornata. Necessario dunque per tutti i viaggiatori in partenza anche dopo le 15 informarsi preventivamente sui ritardi e su eventuali cambi di partenza o di arrivo, prima di trovarsi a fare lunghe attese all’aeroporto. Lo sciopero è proclamato unitariamente dai tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Ul per mantenere alto il livello di attenzione sul futuro della Sea. La società infatti che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa è in ballo da tempo per un progetto di vendita di cui non si conoscono ancora i dettagli. Si tratta della vendita di un forte pacchetto di quote che il Comune di Milano ha annunciato di voler offrire al mercato per far fronte ai propri debiti interni. Bisogna dire che è anche in corso una indagine da parte della procura sulla vendita già effettuata di una prima parte di quote al fondo F2i: una situazione dunque complessa su cui i sindacati invocano la massima chiarezza. Allo sciopero di domani prendono parte i lavoratori di terra, quelli del trasporto bagagli di Malpensa e Linate. E’ previsto anche un presidio davanti agli uffici della società stessa. In vista della manifestazione Alitalia ha previsto un piano di emergenza per ridurre i voli non intercontinentali nel periodo dello sciopero, dalle 11 alle 15. Chi lo desidera potrà usufruire di viaggi in orari alternativi. Fa intanto sapere il segretario della Camera dellalvoro di Milano che nonostante la promessa da parte del Comune di un incontro con i sindacati, tal rincontro ancora non è stato annunciato. “Non abbiamo avuto nuove convocazioni, ma da parte nostra non cambiamo posizione: no alla vendita di Sea, ragioniamo sulla quotazione in Borsa. Dal Comune ci aspettiamo risposte sul futuro della società e dei cinquemila lavoratori” ha detto Onorio Rosati al proposito. Da parte loro Cgil, Cisl e Uil hanno preparato una proposta che si ispira a una ipotesi di quotazione congiunta a Piazza Affari di massimo il 30% delle azioni del Comune e della Provincia. Allo stesso tempi vengono chiesti un patto sul lavoro e investimenti. Comune e Provincia non hanno rilasciato commenti alla proposta sindacale. 

La vendita di Sea fa parte dei tentativi di diminuire il deficit delle casse comunali stimato in 580 milioni di euro. La vendita di Sea sarebbe l’ultima possibilità pensata per far fronte a tale deficit ha detto il portavoce del sindaco Pisapia cercando di rassicurare i sindacati  sul futuro di Sea.



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