SALONE DEL MOBILE/ Una collezione per l’arredamento “a misura di donna”

- int. Fiorella Ciaboco

Al Fuori Mobile 2012 collegato al Salone del Mobile ci sarà anche una collezione molto speciale. E’ quella per l’arredamento creata dal brand Fiore Maison di FIORELLA CIABOCO

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Foto Infophoto

Al Fuori Mobile 2012 collegato al Salone del Mobile ci sarà anche una collezione molto speciale. E’ quella per l’arredamento creata dal brand Fiore Maison di Fiorella Ciaboco, proprietaria della Sartoria Fiorella, all’avanguardia nella moda e non solo. A rendere unico il laboratorio, nato a Jesi nel 1986, è anche la sua organizzazione del lavoro, completamente pensata “a misura di donna” proprio come gli abiti confezionati al suo interno. Pausa estiva in corrispondenza delle vacanze scolastiche, la consegna della spesa direttamente a casa, baby sitter ad hoc e orari di lavoro flessibili puntano a facilitare la gestione della vita familiare e lavorativa per il personale che è esclusivamente femminile.

Ciaboco, che cosa incontrerà chi visiterà la vostra esposizione al Fuori Mobile in corso Como?

Troverà tre realtà unite in un connubio unico: l’artigianato, l‘arte e il design. A rappresentarle ci saranno rispettivamente il brand Fiore Maison, la pittrice Marta Mancini e lo studio Handy Dandy Design. Grazie alla consolidata partnership con l’architetto Giorgio Robino siamo partiti in questa avventura nella quale siamo complementari. E nell’occasione del Fuori Mobile collabora con noi anche l’artista Mancini. Titolo della nostra esposizione è “L’oggetto, l’Opera e il Complemento. Design, arte e artigianato. La visione di un arredo a tre dimensioni per uno spazio Unico & Multiplo”.

Come è nata la sua sartoria e come si è sviluppata nel tempo?

La sartoria Fiorella di Jesi è attiva dal 1986, si è specializzata presto nella moda femminile e si è caratterizzata per uno stile imprenditoriale innovativo e creativo e per la perfezione dei dettagli degli abiti su misura. Il personale che vi lavora è esclusivamente femminile, ed è organizzato in modo tale da consentire a ciascuna di coniugare le esigenze lavorative con quelle personali di donna e di madre.

In concreto che cosa vuole dire?

Per esempio, la pausa estiva in corrispondenza delle vacanze scolastiche, la consegna della spesa direttamente a casa, baby sitter ad hoc e orari di lavoro flessibili.

Una realtà molto differente da quella che una lavoratrice incontra nella maggior parte delle imprese italiane …

Sì, tanto è vero che amo definire la mia azienda una sartoria a misura di donna. Grazie alla collaborazione di maestranze specializzate, progetto e confeziono vestiti per donne che intendono esprimere con creatività e libertà la loro personalità e il loro stile. Ciascuna donna che entra nel mio laboratorio deve ogni volta poter vivere l’esperienza di creare il suo abito insieme a noi, attraverso tessuti, modelli e accessori. Il salotto per accogliere le clienti e il laboratorio in cui sono realizzati gli abiti rappresentano quindi un unico ambiente, senza nulla che li divida. Chiunque entra deve poter vedere, toccare, chiedere e provare. Merito anche delle mie collaboratrici Giuliana, Letizia e Oriana, sempre molto flessibili nell’assecondare le necessità spesso imprevedibili del laboratorio. Il cui successo del resto si deve alla loro costanza e talento.

 

Che cosa contraddistingue la sua sartoria dal punto di vista dei prodotti?

 

Il loro respiro internazionale e la continua tensione a superare i confini culturali e geografici. Una sfida non da poco se si pensa che tutto ha avuto origine in una città di provincia come Jesi. Il nostro obiettivo è promuovere la sartoria del Belpaese facendola conoscere nel mondo per i suoi valori di innovazione e creatività. E non è un caso che i prodotti della nostra sartoria siano apprezzati in città all’avanguardia per la moda come Londra, Montecarlo e non da ultimo Milano, dove nel 2008 abbiamo aperto un laboratorio per rispondere alla domanda crescente di clienti sempre più alla ricerca di abiti cuciti a mano.

 

In che anno ha partecipato alla sua prima sfilata e come la ricorda?

E’ avvenuto nel 1987, avevo 21 anni ed ero una ragazza curiosa e coraggiosa che pensava al futuro. Già allora avevo la passione per gli abiti da donna, e insieme a un’amica decisi di organizzare una sfilata. All’epoca insegnavo in un corso di taglio e cucito ed ero studentessa di modellistica a Perugia. Grazie alle più belle ragazze di Sassoferrato, in provincia di Ancona, e alla nostra passione riuscimmo a superare di slancio anche la mancanza di fondi. La sfilata si trasformò in un vero e proprio spettacolo, cui parteciparono tutti i giovani talenti della zona. Tra gli altri la cantante Rosita Tassi e le attrici teatrali Cristina Sebastianelli e Paola Giorgi.

 

(Pietro Vernizzi)

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