BILANCIO/ Corritore (assessore): con l ‘accordo sui derivati l’Irpef comunale non aumenterà

- int. Davide Corritore

Per DAVIDE CORRITORE, “il Comune ha la certezza che sarà garantito il rispetto del patto di stabilità senza aumentare l’addizionale Irpef. Merito dell’accordo sui derivati con le banche”

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Palazzo Marino, sede del Comune di Milano

Il Comune di Milano ha la certezza che sarà garantito il rispetto del patto di stabilità senza aumentare le aliquote dell’addizionale Irpef. Merito dell’accordo sui derivati con gli istituti di credito JpMorgan, Depfa bank, Deutsche Bank e Ubs, grazie a cui Palazzo Marino rinuncia a essere parte civile nel processo. Lo annuncia il direttore generale, Davide Corritore, nel corso di un’intervista a Ilsussidiario.net. Una soluzione “pacifica” grazie a cui il Comune di Milano contabilizzerà entrate pari a 455 milioni di euro, di cui 40 milioni disponibili nel corso di quest’anno, mentre il contenzioso tra le due parti era stato quantificato in 86 milioni di euro. L’operazione consente uno smobilizzo per il 2012 di 80 milioni di euro, ora vincolati in un fondo rischi sui derivati e che potranno essere utilizzati per nuovi investimenti.

Come commenta l’accordo sui derivati tra il Comune di Milano e i quattro istituti di credito coinvolti nell’operazione?

Abbiamo raggiunto un accordo che aveva come obiettivo la ristrutturazione dell’intero debito in bond che il Comune ha per i prossimi 23 anni, e che grazie ai derivati era diventato a tasso variabile. Siccome volevamo eliminare i rischi di tasso per il prossimo futuro, abbiamo stabilizzato l’obbligazione al 4%.

Quindi il Comune non sarà più balia delle oscillazioni del mercato?

Esattamente. Abbiamo inoltre incassato 455 milioni di euro di valorizzazione positiva rispetto alla posizione in essere. Grazie a questa operazione otterremo 40 milioni di euro in entrate correnti, mentre il resto potranno essere utilizzati in investimenti, di cui una parte fin da subito. Una volta raggiunti questi obiettivi, che consideriamo di interesse pubblico prevalente, attraverso una chiusura negoziale con gli istituti di credito che erano controparte contrattuale nell’operazione derivati, abbiamo stipulato un accordo rinunciando al contenzioso. Siamo quindi molto contenti del risultato che abbiamo ottenuto dopo cinque mesi di trattative.

Una perizia del Comune aveva calcolato che le banche dovessero versare 86 milioni di euro, voi invece vi siete accontentati di 40 milioni …

Noi abbiamo chiuso un contratto che porta nelle casse del Comune di Milano 455 milioni di euro tra entrate correnti, plusvalenze e quant’altro. Il contenzioso in quanto tale, che aveva a che fare con la causa civile, era di qualche decina di milioni di euro. Non esistono quindi confronti tra le richieste iniziali e il beneficio che il Comune ha ottenuto nel riuscire a ottenere un vantaggio economico di questa portata e soprattutto a eliminare i rischi per il futuro legati al bond a tasso variabile. Anche la giunta Moratti ha tentato la transazione senza riuscirvi, quindi l’amministrazione Pisapia ha raggiunto un risultato notevole.

 

Per quale motivo il contenzioso era stato quantificato in 86 milioni di euro?

 

Per i cosiddetti “costi impliciti”, cioè per le commissioni applicate dalle banche. Il giudizio dei legali dell’avvocatura del Comune è stato che il processo sarebbe durato molti e molti anni, per riuscire a spuntare una cifra finale molto incerta. Alla fine abbiamo quindi condotto un’operazione che ci ha portato un grande beneficio per la somma finale concordata, cui si è aggiunto un contributo di 40 milioni di euro che ci ha fatto decidere che non c’erano dubbi sul fatto che convenisse firmare subito. Noi non abbiamo rinunciato a qualcosa, ma aggiunto qualcosa ai conti del Comune di Milano. E’ scorretto quindi affermare che, a partire da un contenzioso da 86 milioni, ci saremmo accontentati di 40 milioni. Al termine dell’accordo contabilizziamo più di 450 milioni di euro, e stiamo quindi parlando di una sproporzione a vantaggio del Comune tale da non lasciare dubbi.

 

Un comunicato di Palazzo Marino ha affermato che l’accordo sui derivati garantirà il rispetto del patto di stabilità. Per quale motivo potete affermarlo con certezza già oggi, due mesi in anticipo rispetto all’approvazione del bilancio?

Ne siamo assolutamente certi, in quanto abbiamo avuto conferma dal ministero dell’Economia che la cifra dei 455 milioni di euro è valida ai fini del patto di stabilità 2012. Con l’approvazione del bilancio, in programma entro giugno, avremo quindi la sicurezza dell’avvenuto equilibrio del patto di stabilità. Chiuderemo addirittura con un surplus, cioè con una cifra eccedente che potrà essere utilizzata negli anni successivi. Una parte dei 455 milioni potrà essere utilizzata anche per le entrate correnti in modo da finanziare le uscite già da quest’anno.

 

L’accordo sui derivati eviterà ulteriori incrementi delle tasse comunali?

 

L’assessore al Bilancio, Bruno Tabacci, ha annunciato che grazie all’accordo sui derivati potremo avere un atteggiamento più morbido sulle entrate correnti che saranno contabilizzate quest’anno. Ci sarà quindi sicuramente un effetto di questo tipo.

 

Rispetto a quali entrate in particolare?

 

Sempre secondo quanto affermato da Tabacci, l’addizionale Irpef non sarà aumentata. Alla luce dell’attuale situazione del bilancio, senza l’accordo sui derivati un incremento dell’Irpef sarebbe invece stato inevitabile. Grazie ai 40 milioni di euro di entrate correnti, siamo in una situazione sicuramente migliore e magari non sarà necessario alzare le imposte comunali.

 

(Pietro Vernizzi)

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