REGIONE LOMBARDIA/ Farmaci salvavita: sono ultracostosi. Presto, controlli dei Noc dell’Asl

- La Redazione

In Regione Lombardia si è deciso di fare molta più attenzione alle voce di bilancio che figura sotto il nome di cure salvavita, necessarie per curare malattie rare

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La crisi falcidia l’essenziale. Anche per vivere. Nel senso più proprio cui si attribuire al termine. C’è da sperare che in questo caso, alle parole seguiranno nient’altro che i fatti. E che all’intenzione di porre maggiore oculatezza in certe spese non segua il drastico taglio di queste. In Regione Lombardia si è deciso di fare molta più attenzione alle voce di bilancio che figura sotto il nome di cure salvavita. Sotto il nome “File F” compaiono una serie di medicinali costosissimi, senza i quali, tuttavia, le persone di cui ne hanno bisogno andrebbero incontro, in molti casi, a morte certa. Essi sono comprati direttamente dagli ospedali e distribuiti ai pazienti. Si tratta di prodotti, ad esempio, contro l’emofilia, l’Aids, per la cura delle malattie rare o degli effetti collaterali dei trapianti. In una circolare dell’assessorato alla Sanità saranno annunciate, ben presto, verifiche puntuali da parte dei nuclei operative di controllo dell’Azienda sanitaria locale, i Noc, che  dovranno determinare l’eventuale corretto utilizzo dei farmaci ultracostosi. Le Asl dovranno, inoltre, verificare che non vi siano abusi sull’85 per cento dei File F, in ottemperanza alla indicazioni  dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).Il Pirellone, allo scopo, ha istituito il «gruppo di lavoro per lo studio dell’appropriatezza» di tali farmaci, riunitosi mercoledì, e composto da ematologi e oncologi di provata professionalità. Costoro dovranno anche stabilire se non vi siano eventuali cure che possano sostituire questi farmaci con risultati paragonabili, e quale sia l’effettiva percentuale di successo relativa al loro impiego. L’operazione si è resa necessaria considerando l’ingente somma necessaria all’acquisto di tali farmaci in grado di inficiare, se non adeguatamente controllata, la possibilità di curare come si deve anche gli altri malati. Infatti, consisterebbe in ben 650 milioni di euro, cifra raddoppiata rispetto al 2008. Un ritmo di crescita esponenziale che l’amministrazione regionale ha definito non più sostenibile. Entro dicembre, quindi, saranno introdotti dei vincoli di bilancio specifici.

Già da tempo gli ospedali stanno, del resto, dando fondo alle proprie riserve di magazzino, mentre ai pazienti vengono fornite le medicine utili a coprire solamente 2 mesi di terapia, al termine dei quali devono tornare presso la struttura ospedaliera per farseli nuovamente dare. 



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