FORMIGONI/ Respinta la mozione di sfiducia presentata da Pd, Idv e Sel

- La Redazione

La mozione di sfiducia nei confronti di Roberto Formigoni presentata dal centro sinistra non ha ottenuto la maggioranza dei voti ed è stata bocciata

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Foto Infophoto

La richiesta di dimissioni di Roberto Formigoni non è passata. Come nelle previsioni, il voto compatto della maggioranza Pdl e Lega ha detto no alla mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra con l’appoggio esterno dell’Udc. Prima del voto si è tenuto un lungo e intenso dibattito, con anche  qualche momento di ironia quando si è scoperto che il primo firmatario della mozione, il capogruppo del Pd, non era in aula perché in vacanza in Grecia. La mozione di sfiducia era stata presentata al termine di una lunga serie di polemiche e accuse che hanno coinvolto il presidente della Regione Lombardia nel caso del faccendiere Daccò che si trova in prigione da alcuni mesi. Secondo le accuse, che comunque non sono mai giunte da parte della magistratura nei confronti di Formigoni, tra i due ci sarebbero stati legami poco puliti per ottenere accesso privilegiato al settore sanitario lombardo. Formigoni ha sempre negato ogni addebito, nonostante ciò si è arrivati oggi alla mozione di sfiducia con richiesta di dimissioni  e voto anticipato. Hanno votato no alla richiesta di dimissioni 49 consiglieri regionali, mentre i sì sono stati 28. Nessuno si è astenuto. Un lungo applauso dai banchi della maggioranza ha accolto la lettura del risultato del voto. Prima del voto ogni gruppo politico aveva fatto la sua dichiarazione di voto. La Lega che nelle scorse settimane era sembrata criticare anch’essa Formigoni, ha serrato le fila offrendo sostegno pieno, mentre l’Udc ha spiegato che l’attuale giunta è arrivata a una fase terminale e occorrono nuove elezioni. Sulla richiesta di sfiducia pesavano anche le molte inchieste che vedono coinvolti ex membri della giunta regionale. E’ intervenuto anche Formigoni citando il caso di politici esteri che si sono dimessi in casi analoghi, ma ha detto che si trattava di persone realmente colpevoli di qualche manchevolezza ( All’estero altri politici si sono dimessi  perchè avevano riconosciuto giuste le contestazioni che gli erano state rivolte”, ha detto) mentre lui ha spiegato non esistere nulla di reale  e concreto sul suo conto negato ogni addebito e ha detto che mai la magistratura ha aperto su di lui una inchiesta. Secondo Formigoni, tutta la manovra contro di lui è stata un tentativo di delegittimare il suo governo come successo in analoghe occasioni di giunte di centro destra.

Secondo Formigoni, “Le contestazioni che sono state rivolte a me non corrispondono a veritàe non posso permettere che venga infangata la mia figura”. Per quanto riguard ale indagini in corso su San Raffaele e Fondazione Maugeri ha detto che non è stato dissipoato un solo euro di denaro pubblico.

 

 



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