ENZO JANNACCI/ Il fumetto e la “sua gente”, cosa c’è di più jannacciano?

- Silvia Becciu

“La mia gente. Enzo Jannacci, canzoni a colori”: una mostra al Wow Museo del fumetto dedicata allo scomparso musicista e attore. Ecco di cosa si tratta. Di SILVIA BECCIU

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Enzo Jannacci

Avete mai visto un geyser? Una massa d’acqua presente nel sottosuolo che d’improvviso emerge e s’innalza come un grattacielo, per poi tornare come un rivolo a terra. L’evento di presentazione della mostra “La mia gente. Enzo Jannacci, canzoni a colori”, giovedì 17 ottobre al Wow Museo del Fumetto, è stato un po’ come l’eruzione di un geyser, quello dato dall’energia di tante persone che sono state, in diversi modi, così toccate dal lavoro, dalla figura o dall’amicizia del “medico fantasista” (come una volta si definì Jannacci), da desiderare di ridare almeno un po’ di quanto ricevuto. La “sua gente”, appunto: persone le più disparate per età, estrazione, credo (come si era già visto durante i suoi funerali il 29 marzo in Sant’Ambrogio) che si sono ritrovate non per un input “istituzionale”, ma “dal basso”, da dove hanno lasciato sprigionare tutta la loro passione per il grande artista.

L’iniziativa, partita da Davide Barzi, sceneggiatore di fumetti, e Sandro Paté, web content manager e giornalista, amici d’infanzia con la comune passione per Jannacci, ha coinvolto 53 fumettisti tra i migliori in Italia che hanno illustrato, ognuno, una canzone dell’artista milanese. Disegnatori come Bozzetto (autore della cover), Silver, Cavazzano, Ziche, Villa, Palumbo hanno dato colori e forme, attraverso diverse tecniche, alle tante vicende e sentimenti umani dei personaggi raccontati da Jannacci: dall’illusione di Vincenzina che guarda alla fabbrica, al tentativo di farsi accettare dall’amata di Gigi Lamera, quello che prendeva il treno “per non essere da meno”; dallo struggimento che sorprende davanti alla Luna alla complicità con ogni “diverso” de “Il cane con i capelli”; dal modo bambino di guardare del barbun in “Scarp de tenis” alla poesia che popola gli affetti di un povero operaio che vorrebbe poter dare di più alla sua famiglia; dall’ironico delitto d’onore dell’Armando al dramma di chi scrive dal fronte; fino al poco platonico amore di Veronica, alle vicende storiche di prete Liprando che scopre un Dio alleato del suo spirito libero, al “cuore urgente” di Giovanni telegrafista; dall’irriducibilità a qualunque potere di “Ho visto un re” all’innamoramento di Bobo Merenda che lo rende più consapevole di ciò che gli accade intorno. Si potrebbe andare avanti ancora, lasciandosi condurre per mano dallo sguardo unico di Jannacci, capace di illuminare il fondo dei suoi personaggi ma anche di abbracciarli, mostrando la loro bellezza insospettata.

La mostra (che rimarrà aperta fino al 10 novembre con ingresso gratuito) ottiene senz’altro questo scopo con le sue illustrazioni ben curate e corredate dalle citazioni di alcuni versi delle canzoni. Disegni e fumetti: è difficile immaginare una forma espressiva che, con l’immediatezza della sua narrazione, completi meglio la vitalità dei personaggi del poeta milanese. Il fumetto, poi, origina dai disegni dei cantastorie che anticamente animavano le feste popolari… cosa c’è di più jannacciano?

L’iniziativa, promossa da Caritas Ambrosiana, “Scarp de’ tenis” (il giornale di strada proposto dalla Caritas a cui diede ispirazione e impulso lo stesso Jannacci), Wow Museo del Fumetto e sostenuta da Fondazione Cariplo, è stata presentata non a caso nella Giornata mondiale della lotta alla povertà: tema caro all’artista che lo menzionò anche nella sua ultima intervista video, durante il Meeting di Rimini del 2012, dove disse: “Spero che questi ragazzi pensino agli altri, alla povera gente”.

Come in risposta alla sua chiamata, le tavole della mostra verranno battute all’asta il prossimo 12 novembre da Sotheby’s e il ricavato, insieme a quello della vendita del catalogo, servirà per incrementare l’attività di aiuto alle persone senza dimora ospiti del Rifugio Caritas della Stazione Centrale di Milano e ai venditori della rivista “Scarp de’ tenis”. A loro è destinato anche il ricavato di una serie di attività di teatro, cabaret e musica proposte in questo mese: il 7 novembre è in programma una serata con il duo Bove&Limardi e Osvaldo Ardenghi, allievi e amici di Jannacci; il 14 novembre lo spettacolo “Il saltimbanco e la luna. Le canzoni, il giornalismo, Enzo Jannacci” con Susanna Parigi (cantante e compositrice) e Andrea Pedrinelli (giornalista e scrittore).

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