STRAGE DI MILANO/ Kabobo tenta di strangolare il compagno di cella: me l’ha detto Dio

- La Redazione

Adam Kabobo, il ghanese che lo scorso 11 maggio ha ucciso a colpi di piccone tre passanti a Milano, in zona Niguarda, ha aggredito il suo compagno di cella nel carcere di San Vittore

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Carcere - Infophoto

Adam Kabobo, il ghanese che l’11 maggio scorso ha ucciso a colpi di piccone tre passanti a Milano, in zona Niguarda, ha aggredito il suo compagno di cella nel carcere di San Vittore dove è attualmente detenuto. L’episodio è avvenuto qualche giorno fa e, da quanto si è potuto apprendere, Kabobo avrebbe tentato di strangolare l’altro detenuto dopo aver sentito delle “voci”, anche “di Dio”. La tragedia è stata evitata solamente grazie all’intervento di alcuni agenti della polizia penitenziaria e Kabobo è stato successivamente trasferito in isolamento dove è sorvegliato a vista. Non è la prima volta che il ghanese afferma di sentire delle “voci”, ma una recente perizia psichiatrica disposta dal gip ha chiarito che l’uomo, al momento della strage, era capace di intendere e di volere e che per questo può essere normalmente processato ed essere condannato alla reclusione. I suoi legali punteranno comunque al rito abbreviato, per cui è previsto lo sconto di un terzo della pena. Il giudice ha già fissato l’inizio del dibattimento per il mese di gennaio 2014 davanti alla Corte d’Assise.



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