CHIESA/ Dalla terra ambrosiana a quella kazaka. Mons. Adelio Dell’Oro consacrato vescovo

Duomo gremito per l’ordinazione vescovile. Il nuovo presule dal 24 aprile sarà amministratore apostolico di Atyrau, nel Kazakhstan occidentale, a cavallo tra Asia ed Europa

03.03.2013 - La Redazione
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La prima benedizione dei fedeli del vescovo Adelio Dell'oro

La Chiesa cattolica ha un nuovo vescovo: è monsignor Adelio Dell’Oro, ordinato vescovo sabato 2 maggio, durante la messa vigiliare,  nel Duomo di Milano dall’arciescovo cardinale Angelo Scola, concelebranti l’arcivescovo di S. Maria in Astana e Primate del Kazakhstan, Tomasz Peta e il nunzio apostolico in Kazakhstan, Miguel Maury Buendia. Presenti anche il vescovo di Almaty, Josè Luis Mumbiela; il vescovo di Karaganda, Janusz Kaleta; il Delegato papale Mitrato Vasyl Hovera, autorità ultima in Kazakhstan dei Greco-cattolici, e il vescovo ausiliare di Astana, Athanasius Schneider. Sono loro i prossimi vicini di apostolato di monsignor Dell’Oro, chiamato da papa Benedetto XVI a svolgere il compito di amministratore apostolico nella diocesi di Atyrau, città del Kazakhstan. Significatamente l’annuncio della sua nomina è stato dato dal cardinale Scola il 7 dicembre scorso, in Sant’Ambrogio e l’allora ancora don Adelio a Natale ha fatto partecipi i lettori de ilsussidiario.net delle riflessioni e delle motivazioni del suo sì alla chiamata di papa Benedetto XVI.

Nato a Milano il 31 luglio 1948, monsignor Dall’Oro è vissuto la sua infanzia nel lecchese, dapprima a Valmadrera e quindi a Chiuso di Lecco. È stato ordinato sacerdote dal cardinale Giovanni Colombo nel 1972. Dapprima coadiutore nella parrocchia di San’Andrea a Milano, in seguito ha svolto il suo ministero a Romano Banco, frazione di Buccinasco, nella Bassa Milanese, insegnando anche Religione in varie scuole medie e superiori. Dal 1997 al 2009 è stato fidei donum proprio in Kasakhstan: per i primi dieci anni ha vissuto a Karaganda, dove ha insegnato italiano ed è stato direttore spirituale nel seminario interdiocesano e docente di lingua e cultura italiana all’università statale della città. In seguito, per due anni, è stato parroco del villaggio di Vischniovka-Arshaly a 70 chilometri dalla capitale. In terra kazaka, don Adelio ha ricoperto anche altri incarichi: insegnante di teologia pastorale nel seminario di Karaganda, collaboratore del nunzio, monsignor Miguer Maury Buendìa, direttore della Caritas nazionale.

Tornato in Italia, ha vissuto nella parrocchia di Cambiago, in provincia di Milano, ed è stato prorettore al collegio della Guastalla di Monza, e fino al 2012 è stato assistente diocesano della Fraternità di Comunione e Liberazione.

Ora torna in Kzakhstan, e il 24 aprile prossimo assumerà l’incarico di amministratore apostolico di Atyrau. La sua diocesi, nella parte occidentale del Paese, vicino al Mar Caspio, è divisa dal fiume Ural, a cavallo tra due continenti, l’Asia e l’Europa: vasta due volte e mezzo l’Italia, nel 2010 contava duemila battezzati, pari allo 0,1% della popolazione, sparsi in sei parrocchie, con 7 sacerdoti e 8 religiose. Tra i 400 fedeli dell’unica parrocchia di Atyrau, don Adelio troverà anche alcuni italiani, tra i molti stranieri presenti in città e dipendenti delle compagnie petrolifere presenti nella regione.

 

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