OMICIDIO/ Ragazza uccisa e messa in valigia, giudizio immediato per i coinquilini

La coppia si trova in carcere da sei mesi per aver ucciso la ragazza iraniana. Adesso il pm ha chiesto il giudizio immediato per i due indiani Rajeshwar Singh e Gagandeep Kaur, di 30 anni

01.08.2014 - La Redazione
infophoto_auto_polizia_R439-1
Immagine di archivio

Omicidio aggravato da futili motivi e occultamento di cadavere. Con questa accusa il pubblico ministero Grazia Pradella ieri ha richiesto il giudizio immediato per i due indiani Rajeshwar Singh, 29 anni e la sua fidanzata Gagandeep Kaur, di 30 anni, entrambi allo stato attuale in carcere, per aver ucciso, secondo l’accusa, Mahtab Savoji, una studentessa iraniana di 29 anni, che condivideva con loro l’appartamento di Milano, che poi – dopo averla strangolata – infilarono in una valigia e scaricarono il corpo in un canale del Lido di Venezia. Intanto, in questi sei mesi di carcere, nessuno dei due ragazzi ha confessato l’omicidio. Il ragazzo continua ad accusare la fidanzata, mentre lei continua ad avvalersi della facoltà di non rispondere. Ad uccidere la ragazza, secondo l’accusa, sarebbero stati entrambi, di comune accordo. La morte di Mahtab è avvenuta per “asfissia meccanica”: come ha stabilito la perizia, la giovane sarebbe stata uccisa con la collana d’oro che portava al collo Rajeshwar. Una collana dalle maglie grosse che il ragazzo avrebbe stretto al collo della 29enne, mentre la fidanzata le bloccava le braccia. Sul collo dell’iraniana sono state trovate, infatti, tracce di oro della catena. Il movente: la gelosia della fidanzata nei confronti della 29enne. Secondo la ricostruzione, quella notte del 27 gennaio, i tre ragazzi cenarono, giocarono e finirono per dormire vicini, sguardi d’intesa innocui, che nella mente della fidanzata scatenarono l’istinto omicida. Vediamo come sono andate le cose. È l’alba, i due lasciano l’appartamento di via Pericle 5, per andare a sbarazzarsi del corpo: prima tentano di lasciarlo nelle acque del lago di Lecco, ma la folla li dissuade. Così scelgono di andare a Venezia: il viaggio in treno, poi il vaporetto fino al Lido. La ragazza viene buttata nel canale, quindi il ritorno a Milano in taxi, pagando 500 euro contrattati con l’autista, che va alla polizia per segnalare i due disposti a tutto pur di rientrare a Milano. Una testimonianza fondamentale, insieme ai tabulati telefonici e alle telecamere, che servirà alla Squadra mobile di Milano e a quella di Venezia per risalire alla coppia.

(Serena Marotta)



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori