CARD. SCOLA / Integriamo feste islamiche con le nostre a scuola: “no libertà religiosa senza luoghi di culto” (oggi 31 gennaio 2016)

- La Redazione

Il cardinale di Milano ha detto che mentre i presepi devono rimanere nelle scuole, bisogna anche pensare a istituire una festa islamica nelle stesse scuole. Ecco che cosa ha detto

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Immagine di archivio

Una festa per tutti, mantenendo le posizioni: parla il Cardinale di Milano Angelo Scola sulla possibilità di integrare le feste cattoliche e occidentali con quelle musulmane-islamiche. Lo afferma in un incontro con i giornalisti di Milano per la festa di San Francesco di Sales, patrono dei cronisti. Una società plurale inclusiva che non rinuncia al simbolo proprio, afferma l’Arcivescovo milanese, andando a puntare tutto il discorso sulla integrazione a scuola dove sono sempre di più i ragazzi musulmani e stranieri e con i quali non si può continuare a fare muro. Per questo motivo oltre alla proposta di includere e accogliere anche le feste islamiche, il passaggio sulla Moschea risulta per l’ennesima volta un passo in avanti di Scola sulla questione del dialogo religioso e umano: «Non c’è vera libertà religiosa quando non ci sono luoghi di culto. L’importante è che si sappia chi la promuove, perché e con quali finanziamenti».

Il 20% degli studenti milanesi sono stranieri. Lo ha osservato il cardinale di Milano Angelo Scola durante un incontro in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, insieme a Gianni Riotta. Partendo da questo dato Scola ha detto che se è vero che il presepe va conservato nelle scuole (dopo le tante polemiche e gli istituti che questo Natale lo hanno vietato) è anche vero che bisogna istituire nelle scuole una festa islamica: “Una società plurale deve essere il più possibile inclusiva, ma non può rinunciare al simbolo se no perde forza comunicativa. Critico la laicità alla francese: non è pensabile creare uno spazio di neutralità, in cui tutti facciano un passo indietro sul tema delle religioni. Piuttosto, ciascuno si narri e si lasci narrare. Se aumentano i bambini musulmani, bisogna prendere qualcuna delle loro feste ed inserirle nella dimensione pubblica: spiegare, non vietare”. Il cardinale ha anche ribadito come fatto più volte il suo sì a una moschea a Milano, purché rispettosa delle presenze architettoniche di Milano. 



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