Mimmo Lucano/ “Dl sicurezza di Salvini erano disumani, superamento non basta”

- Carmine Massimo Balsamo

Il superamento dei dl sicurezza non è sufficiente secondo Mimmo Lucano: le parole dell’ex sindaco di Riace, storico avversario di Salvini.

mimmo lucano
Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace (LaPresse, 2019)

Il Governo giallorosso ha raggiunto l’accordo per il superamento dei dl sicurezza targati Matteo Salvini, Mimmo Lucano soddisfatto ma non basta. L’ex sindaco di Riace, celebre avversario del segretario federale della Lega, è intervenuto ai microfoni di Adnkronos per commentare il superamento dei decreti adottati dall’esecutivo gialloverde: «I decreti Salvini erano anticostituzionali. Che siano stati superati è un passo avanti ma probabilmente non basta. Non riesco nemmeno a immagine come sia stato possibile concepire un progetto immigrazione basato su quelle norme salviniane, a mio avviso disumane che non hanno niente a che vedere con i diritti delle persone e l’accoglienza diffusa». Mimmo Lucano ha poi messo in risalto che si tratta di una cocente sconfitta per chi «volle norme disumane a danno dei più vulnerabili».

MIMMO LUCANO: “DL SICUREZZA ERANO DISUMANI”

Mimmo Lucano è poi tornato sul modello di accoglienza adottato dalla sua Riace, una soluzione possibile e umana a suo avviso: «Abbiamo indicato una strada, siamo stati dei pionieri. Per quell’idea, realizzata in un piccolo borgo che con il recupero, il ripopolamento, ha rivisto ‘luce’, io mi sono ritrovato a pagarne direttamente le conseguenze. Punito proprio come un ‘fuorilegge’». L’ex primo cittadino ha messo in risalto che oggi i migranti del Villaggio Globale stanno vivendo un dramma, poiché sprovvisti anche del latte per i bambini. Il progetto è stato smantellato e di conseguenza sono venuti meno i fondi. Ma Lucano continua a combattere: «Nonostante ciò, noi non abbiamo smesso. Non ci siamo mai tirati indietro: a Riace l’accoglienza non è stata mai interrotta. Perché l’idea di una convivenza pacifica tra esseri umani non si può spazzare via con due decreti. Noi resistiamo».



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