Mimmo Parisi a giudizio/ “Spese pazze e viaggi in business” per inventore navigator

- Niccolò Magnani

Mimmo Parisi rinviato a giudizio dalla Corte dei Conti: richiesto risarcimento di 100mila euro all’Anpal per le presunte “spese pazze”. Le accuse all’inventore dei navigator

Mimmo Parisi e Luigi Di Maio
Reddito di Cittadinanza M5s: Mimmo Parisi e Luigi Di Maio (LaPresse)

MIMMO PARISI RINVIATO A GIUDIZIO DALLA CORTE DEI CONTI

Domenico “Mimmo” Parisi, ex presidente dell’Anpal e inventore dei “navigator” per il Reddito di Cittadinanza, è stato rinviato a giudizio dalla Corte dei Conti dopo le indagini durate mesi: l’uomo scelto da Di Maio e Conte per guidare l’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, dopo il mezzo “fiasco” dell’esperienza specie sul fronte navigator, si trova ora nei guai per le accuse contro di lui formulate dal pm Guido Patti.

I rimborsi spese per i suoi viaggio in business class, ma anche la casa nei Parioli e altro ancora sono inseriti all’interno dei faldoni che hanno portato la Corte dei Conti a voler processare il professore ed economista originario di Ostuni. La richiesta è di 100mila euro di risarcimento all’Anpal: indagati dalla Corte sia Mimmo Parisi che  l’ing. Mauro Tringali, direttore generale dell’Anpal servizi spa. Il caso è noto e arriva dal 2020 quando il Pd chiese spiegazioni sui rimborsi spese concessi al professor Parisi: dalla Mississippi State University, il docente venne nominato al vertice di Anpal e Anpal Servizi per poter fare in modo di incrociare domanda e offerta di posti di lavoro. App, navigator e Reddito di Cittadinanza: il sistema virtuoso messo in campo da Mimmo Parisi – per evitare che i percettori del Reddito potessero essere mantenuti a vita dallo Stato – si rivelò però fallimentare.

CHI È MIMMO PARISI E DI COSA È ACCUSATO: “SPESE PAZZE” E…

Da lì cominciarono le polemiche e le critiche al professor Parisi, uomo scelto dal Movimento 5Stelle per “incanalare” la loro misura bandiera del RdC: iniziarono le accuse sulla stampa e da alcuni partiti contro le presunte “spese pazze” compiute da Parisi nel suo “pendolarismo” tra gli Usa e Roma.

Viaggiare tra Roma e Starkville in business class, noleggio auto con conducente e alloggi a Roma in un appartamento ai Parioli: in tutto, riporta l’accusa della Corte, vi sarebbero circa 160mila euro di rimborsi spese richiesti e ottenuti da Parisi. Con le prime interrogazioni parlamentari nel corso del precedente Governo, cui andrò in difficoltà anche l’allora Ministra del Lavoro Catalfo, il docente pugliese provò a spiegare viaggiava con rotte di oltre 5 ore e aveva diritto alla business class in quanto «aveva problemi di schiena». Emersero però dubbi dei consiglieri di Anpal servizi, il rappresentante del ministero del Lavoro Giovanni Capizzuto e quello delle regioni, l’assessore laziale Claudio Di Berardino: a quel punto, scatta l’indagine che riguarda 71mila euro di voli in business per gli Stati Uniti, 50mila per il noleggio auto con conducente, 30mila euro per l’affitto di una casa ai Parioli. Al momento la Corte dei Conti chiede indietro il risarcimento per i voli da e verso gli States: la difesa di Parisi conferma che tutto è stato regolare e non ci sono state truffe. Sarà ora il processo nei prossimi mesi a stabilire la verità sulle vicende “extra” Anpal dell’ex presidente Mimmo Parisi, sostituito poi dal Governo Draghi con l’attuale commissario straordinario Raffaele Michele Tangorra.







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