“Mio figlio autistico deriso da maestre”/ Mamma: “In chat lo chiamavano ‘ansia’…”

- Alessandro Nidi

Lucia, mamma di un bambino autistico deriso via chat dalle sue stesse maestre, si sfoga: “Hanno detto parole che uccidono una madre”

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Lucia, mamma del bambino autistico deriso dalle maestre in chat (Storie Italiane, 2022)

Nei giorni precedenti vi abbiamo raccontato la vicenda del bambino autistico deriso in chat dalle maestre. Venerdì 15 aprile 2022, a “Storie Italiane”, trasmissione di Rai Uno, è intervenuta Lucia, la mamma di Luca, dicendo: “Sono venuta a conoscenza di quanto accaduto da parte della precedente insegnante di sostegno, che è stata presumibilmente dimenticata all’interno del gruppo WhatsApp delle docenti nonostante il suo incarico fosse cessato. Le maestre scrivevano ‘Magari torna miracolato’, lo chiamavano ‘ansia’. Quando avevamo contratto il Covid in famiglia erano gioiose del fatto che mio figlio fosse assente. Hanno detto parole che uccidono una madre. Gli screenshot sono in mano al mio avvocato”.

Dopodiché, “io ero sconvolta da tutto questo e mi sono diretta verso la scuola per cercare delle spiegazioni, cercando di capire il perché di tutto questo. Ovviamente non ho avuto risposte. Ho tentato di chiedere spiegazioni al vicario, ma anche lì lui mi diceva di riportare a scuola mio figlio comunque”.

“MIO FIGLIO AUTISTICO DERISO DALLE MAESTRE VIA CHAT”: PARLA L’AVVOCATO DELLA MADRE

L’avvocato Sergio Pisani, che segue il caso del bambino autistico deriso dalle sue stesse maestre via chat e ne difende la madre, ha rivelato quanto segue a “Storie Italiane”: “Abbiamo presentato denuncia e le ipotesi di reato sono varie. In astratto si potrebbe parlare anche di cyberbullismo. Quello da accertare è il livello di diffusione di tali denigrazioni”.

In seguito, ha ripreso la parola Lucia, mamma del bambino deriso: “Ci sono persone che mi sono state veramente vicino e stanno combattendo al mio fianco. Voglio dire a tutti i genitori che purtroppo vivono queste tristi realtà di non reprimere il loro grido di dolore, ma di urlare forte e chiaro e di non arrendersi, nonostante all’inizio la situazione possa mostrarsi complicata. Non bisogna arrendersi mai, perché un domani potrebbe capitare la stessa cosa anche ad altri”.







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