Miozzo, dimissioni consigliere Miur? “Pausa”/ “Riaperture, rischio lockdown estate”

- Niccolò Magnani

Agostino Miozzo verso dimissioni da consigliere Miur: “ne parlerò con Bianchi. Deluso da riaperture e scuola? Serve prudenza, si rischia catastrofe lockdown in estate”

Miozzo
Agostino Miozzo, consulente Miur (LaPresse, 2021)

Agostino Miozzo potrebbe dimettersi a breve da consigliere del Ministero dell’Istruzione, ruolo da poco svolto dopo il rimescolamento voluto dal Governo Draghi del Comitato Tecnico Scientifico (di cui l’ex coordinatore era proprio Miozzo): l’annuncio viene dato al Corriere della Sera nell’intervista odierna a Fiorenza Sarzanini. I motivi? L’ex Protezione Civile non si espone più di tanto ma conferma l’intenzione di voler prendersi una pausa per un po’ dopo un anno e mezzo di pandemia e dopo tante polemiche, prima al Cts e ora sul fronte delle riaperture: «deluso da scelte sulla scuola? Ho bisogno di prendere una pausa per dedicarmi alla riflessione, all’insegnamento e allo studio. È necessario analizzare il percorso fatto in questi mesi di difficile lotta a un nemico sconosciuto, anche per prepararci a eventuali nuove evoluzioni di questa o di nuove crisi».

Miozzo spiega che ne parlerà direttamente con il Ministro Patrizio Bianchi e che nei prossimi giorni arriverà ad una decisione definitiva: per l’ex Cts serve massima prudenza e cautela in questa fase di riapertura del Paese e si intravede un “filo” di critica mossa al Governo Draghi per la scelta di anticipare col Dl Riaperture alcuni ritorni in attività di bar e ristoranti, oltre che della stessa scuola in presenza. «Bisogna fare massima attenzione. Ripiombare in una situazione da lockdown nel periodo estivo sarebbe devastante. È necessario analizzare il percorso fatto in questi mesi di difficile lotta a un nemico sconosciuto, anche per prepararci a eventuali nuove evoluzioni di questa o di nuove crisi», aggiunge Agostino Miozzo.

SCETTICISMO SU RIAPERTURE PAESE

Lo scetticismo sulle riaperture si conferma anche da un altro passaggio della lunga intervista al CorSera, quando cioè l’ex coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico illustra le problematiche possibili dei prossimi giorni: «Le aperture della scuola, della ristorazione o del mondo dello spettacolo contribuiranno certamente a un rialzo della curva. Il piano B deve pertanto essere sempre presente, e tutti sappiamo che sarebbe devastante dover ripiombare in una situazione di lockdown nel periodo estivo». Aprire o chiudere la ristorazione è il vero nocciolo della questione, secondo Miozzo «modifica radicalmente il livello di rischio di aggregazioni. La scienza ci spiega cosa può succedere con l’aumento delle aggregazioni. La politica deve decidere se correre il rischio ed eventualmente quali mezzi mettere in atto per ridurre questo rischio anche nei confronti di chi, nel tentativo di recuperare il tempo e le risorse perdute, mette in atto soluzioni di accoglienza decisamente pericolose».

In merito alla vasta polemica politica sul coprifuoco e la richiesta di commercianti, Regioni e Lega si eliminarlo da metà maggio in poi, il consigliere presto dimissionario del Miur commenta «Il coprifuoco è una limitazione delle libertà di movimento adottata in moltissimi Paesi. Il “mio” Cts non si è mai espresso, ma abbiamo dato più volte pareri positivi sulla necessità di prevedere una riduzione della mobilità e del rischio delle aggregazioni in luoghi chiusi». Stoccata finale di Miozzo alle Regioni e alla gestione della scuola durante la pandemia: «Sin da aprile dello scorso anno sono state date indicazioni sul distanziamento nelle classi pollaio, sul dramma dei mezzi di trasporto, sulla criticità delle aggregazioni extra-scolastiche. Purtroppo dal dibattito di queste ore sembrerebbe che non siano serviti a nulla gli sforzi fatti sinora su arredo scolastico, mascherine e disinfettanti, coordinamento con i prefetti. I dirigenti scolastici e il personale tutto si sono ben attivati nei mesi scorsi con innovazioni mai sperimentate prima d’oggi. Penso che nella narrazione negativa prevalga la considerazione della politica del territorio che insiste nel penalizzare la scuola rispetto ad altre categorie. È l’aspetto più sconfortante, per questo spero in una fortissima presa di posizione del governo che imponga all’intero Paese il principio della priorità da dare alla scuola».

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