MOBILITÀ SOSTENIBILE/ Le innovazioni tra veicoli elettrici e auto a idrogeno

- La Redazione

Quando l’argomento è l’auto del futuro si presenta ai nostri occhi una divisione piuttosto evidente. Da un lato le auto elettriche, dall’altro quelle alimentate a idrogeno

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Il settore della mobilità sostenibile è, per sua stessa natura, costantemente oggetto di rivoluzioni e cambiamenti che presentano come fine ultimo il miglioramento della qualità della vita e il benessere del nostro pianeta. Riuscire a preservare il nostro ambiente anche per le generazioni che verranno è la mission alla base di moltissimi progetti innovativi, in primis quelli che ricercano modi più virtuosi per poter ridurre le emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Quando si parla di trasporti, ovviamente il riferimento è a un settore il cui impatto ambientale è molto rilevante, pertanto condividere l’esigenza di un piano di mobilità sostenibile diventa un’azione necessaria per salvaguardare l’ambiente, ma anche per le persone. Stiamo parlando della possibilità di progettare una rete ideale di trasporti green in grado di favorire la riduzione dell’impatto ambientale mediante una logica di comportamento sostenibile in cui gli spostamenti vengono resi, al tempo stesso, veloci ed efficienti.

Green vuol dire migliorare la qualità di vita

Sviluppare progetti di mobilità sostenibile vuol dire intrecciare gli obiettivi green con quelli legati a una migliore qualità della vita. Per quanto riguarda le strade da percorrere e le tecnologie più all’avanguardia, è corretto affermare che al giorno d’oggi ve ne sono alcune che convincono maggiormente rispetto alle altre.

Quando l’argomento è l’auto del futuro, insomma, si presenta ai nostri occhi una divisione piuttosto evidente. Da un lato troviamo le auto elettriche, dall’altro le auto alimentate a idrogeno: due soluzioni che comunque non si presentano in maniera esclusiva, né tantomeno in competizione l’una con l’altra. L’antagonismo non sembra essere un tratto distintivo, casomai parliamo di prodotti green che si offrono all’audience in un’ottica di complementarietà. Per quanto riguarda l’idrogeno in tema di sostenibilità è doverosa, però, una precisazione: l’idrogeno non è una fonte energetica in sé, ma è un vettore, e la sua eventuale efficacia green dipende dalle fonti utilizzate per ottenerlo. Si parla in genere di tre tipologie di idrogeno: quello grigio, prodotto da fonti non rinnovabili e la cui realizzazione libera una grande quantità di CO2 impattando negativamente sull’ambiente, l’idrogeno verde, prodotto da fonti rinnovabili e l’idrogeno blu, prodotto da fonti non rinnovabili ma con anidride carbonica risultante compensata o eliminata. Ed è proprio su queste due ultime tipologie di idrogeno che la battaglia alla sostenibilità è tutt’ora aperta con chi predilige attendere la variante verde dell’idrogeno, ovvero quella prodotta integralmente a impatto zero, e chi invece preferisce puntare da subito sull’idrogeno blu, prodotto con il processo di steam reforming del gas metano (SRM).

Obiettivo emissioni zero e approvvigionamento semplificato

Entrambe le soluzioni – che rispondono ad esigenze di mobilità distinte – si offrono come estremamente virtuose e sostenibili. Per comprendere quale sia la strada migliore da percorrere tra auto elettriche e auto a idrogeno è utile riflettere su alcuni aspetti chiave che caratterizzano queste soluzioni di mobilità sostenibile, aspetti sui quali alcuni video di Eni TV possono aiutare a far chiarezza. È ovvio che entrambe le soluzioni offerte presentano ad oggi opportunità e anche debolezze, tratti distintivi legati per lo più a tecnologie di utilizzo che non sembrano ancora essere al top della progettazione e che richiedono ancora alcuni anni di sviluppo e ricerca, nonché di condivisione culturale.

Partiamo dal presupposto che le sfide del clima che abbiamo di fronte impongono di raggiungere una graduale ed efficace decarbonizzazione delle fonti di energia per i trasporti. In quest’ottica, sia le auto alimentate a idrogeno che l’elettrico a batteria si offrono quali soluzioni interessanti proprio per il fatto di garantire entrambe emissioni zero.

Diversamente da quanto accade con un’automobile elettrica a batteria, quella alimentata ad idrogeno non è però condizionata dall’utilizzo di un plug-in di ricarica, il che assegnerebbe alle auto ad idrogeno un punto in più in una scala di preferenze. Le auto a idrogeno, d’altro canto, sfruttano una tecnologia differente, definita “fuel cell” mediante l’utilizzo di celle a combustibile, una tecnologia sulla quale si stanno concentrando da tempo gli sforzi delle più importanti case automobilistiche e non solo. Se è vero che le colonnine di ricarica per i veicoli elettrici stanno lentamente iniziando a popolare le città dello Stivale, lo stesso non si può ancora dire delle stazioni di ricarica per idrogeno. La sfida per le auto a idrogeno, dunque, riguarda in primis l’espansione della propria rete di distribuzione che dovrà diventare capillare nell’ottica, quindi, di potersi presentare alle famiglie come alternativa valida ai veicoli elettrici.

Un’ultima considerazione da fare, e che riguarda in linea generale entrambe le tipologie di vettura, coinvolge il tema delle batterie esauste. Al pari delle auto elettriche, infatti, anche le auto a idrogeno hanno bisogno di una batteria seppur di dimensioni ridotte che serve a compensare eventuali richieste di energia del motore e a recuperare l’energia in frenata. È ovvio, infatti, che un maggior utilizzo delle batterie nelle vetture chiama poi in causa il problema gravoso della gestione del loro smaltimento. Lato produttore, la problematica del fine vita dovrebbe essere arginata con la realizzazione di numerosi centri ad hoc di raccolta lungo il territorio nazionale; lato proprietario del veicolo elettrico, invece, bisognerà lavorare in ottica di in-formazione al fine di poter condividere tutte le corrette procedure di smaltimento. Operazione questa che in ogni caso dovrà essere del tutto gratuita e senza alcun costo aggiuntivo per il cittadino.

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