Moda, 20% lavoratori rischia licenziamento/ Valentino rinuncia a 200 dipendenti?

- Alessandro Nidi

Moda, settore in crisi: in Italia le piccole aziende rischiano di chiudere, mentre le griffe stanno valutando numerosi licenziamenti

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(LaPresse)

Il settore della moda sta vivendo una profonda crisi economica, dettata, come è agevolmente intuibile, dalla pandemia di Coronavirus, che ha fatto perdere l’intero 2021 al comparto: l’assenza di fiere a inizio anno coincide con la cancellazione della stagione successiva. Una difficoltà analizzata sulle colonne del quotidiano “Domani”, sulle quali si dice che il vero problema ruota attorno alle piccole imprese che lavorano conto terzi o le piccole che hanno i loro marchi, la cui stabilità è tutt’altro che scontata in questo momento storico del tutto particolare e – speriamo – irripetibile.

Come si legge nell’articolo pubblicato sulla testata sopra menzionata, Stefano Zanon, segretario generale della Femca Cisl del Veneto, ha quantificato in dati la caduta libera dell’export: crollo del 18,4 per cento del valore delle esportazioni, con picchi del 27,6 per cento per occhialeria e addirittura del 29,5 per cento nel distretto calzaturiero del Brenta, che conta 10mila lavoratori. Non solo: il 70% delle aziende prevede di chiudere il 2021 con cali del fatturato superiori al 20%, ma una su cinque superiori alla metà.

MODA, VALENTINO LASCIA A CASA 200 DIPENDENTI?

Nel settore della moda la crisi, tuttavia, non ha risparmiato neppure le griffe più celebri, come la maison Valentino, che addirittura sta valutando di cancellare del tutto il settore pellicceria e la linea Red Valentino, come riporta “Domani”. Addirittura, l’amministratore delegato, Jacopo Venturini, è in trattativa per 200 licenziamenti, per quanto concerne posti di lavoro presenti soprattutto nella città di Milano, ma anche a Valdagno.

Nella giornata di ieri, lunedì 21 giugno 2021, i sindacati hanno ribadito alla Valentino il “no” agli esuberi e la necessità di riconvertire il personale. Peraltro, quello dei licenziamenti per  città come Como, Prato, Arzignano “è un rischio che non si può correre – si legge nel servizio –. E anche nei comparti che hanno rinnovato il contratto la situazione non è affatto uniforme. Terre mutate, anche economicamente, con la pandemia. E per cui i partiti, dopo settimane di dibattito sulla possibilità di misure ad hoc, non sembrano aver deciso nulla”.



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