Modena, prostitua uccisa e gettata sui binari/ Cadavere in obitorio da oltre un anno

- Silvana Palazzo

Modena, Arietta Mata da oltre un anno in obitorio. Ancora niente funerali per la prostitua uccisa e gettata sui binari, ma è partita la colletta

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Arietta Mata, prostituta uccisa e gettata sui binari

Il corpo martoriato di Arietta Mata, la prostituta uccisa da un cliente un anno e mezzo fa, giace da allora in obitorio. Il Consolato ha contattato la famiglia, che però è indigente, infatti ha dichiarato di non avere le risorse economiche per far rientrare la salma nel villaggio rurale dove vivono, in Ungheria. Allora è scattata una gara di solidarietà per far sì che la 24enne possa avere una degna sepoltura. Il Comune di Castelfranco, come riportato dal Resto del Carlino, provvederà al funerale. Intanto il presidio locale di Libera, sostenuto anche dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ha avviato nei giorni scorsi una raccolta fondi per le spese del funerale, di cui non è stata ancora fissata la data. In carcere per la morte della ragazza c’è l’omicida seriale Pasquale Concas, un 50enne sardo attualmente indagato anche per un terzo omicidio. «A Modena si è trovata prostituta in strada, sulla via Emilia nella periferia di Castelfranco, attraversata ogni notte da centinaia di persone, tra cui uomini che considerano le donne che vedono sul ciglio della strada corpi da comprare, o da derubare», spiega Irene Ciambezi, della Papa Giovanni.

MODENA, PROSTITUA UCCISA E GETTATA SUI BINARI: COLLETTA PER FUNERALI

Uno dei clienti italiani di Arietta Mata il 21 gennaio 2018 l’ha caricata sulla sua macchina per rapinarla. Quando lei ha provato a reagire, ha ucciso la prostituta 24enne strangolandola. Il cliente ha poi adagiato il cadavere sui binari tra Gaggio e Castelfranco. Irene Ciambezi, della Papa Giovanni, ha spiegato che la giovane prostituta era stata contattata poche volte dall’unità di strada dell’Associazione per l’emersione dallo sfruttamento della prostituzione. «Ma il suo ricordo resta indelebile, come quello delle sue connazionali che dopo la sua morte, incontrate dagli operatori dell’Associazione di don Benzi in quel tratto di strada nei pressi di Ponte Sant’Ambrogio, hanno pianto a lungo la sua morte». Ciambezi ha colto l’occasione, come riportato dal Resto del Carlino, di ringraziare le istituzioni per non aver dimenticato la ragazza e perché non restasse invisibile, come tante altre donne uccise nel contesto prostitutivo.



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