Moderna, efficacia 95% a 6 mesi da richiamo/ Varianti Covid non indeboliscono vaccino

- Silvana Palazzo

Vaccino Moderna, efficacia al 95% contro forme gravi Covid sei mesi dopo il richiamo. E le varianti non lo indeboliscono: i risultati della fase 3 della sperimentazione

Vaccino Moderna
“Moderna”, vaccino Usa anti-Covid (LaPresse, 2020)

Nei giorni scorsi è emerso che gli anticorpi sviluppati dal vaccino anti Covid di Moderna resistono anche dopo sei mesi dal richiamo. Ora un’altra novità importante: non solo ha un’efficacia di oltre il 90% nel proteggere dal Covid, ma va oltre il 95% contro lo sviluppo di una forma grave a sei mesi dalla seconda dose. Lo riferiscono i risultati della sperimentazione clinica di fase 3, che arrivano dopo quelli dello studio pubblicato sul New England Journal of Medicine. I nuovi dati sono stati raccolti sulla base delle analisi compiute fino al 9 aprile, stando a quanto riportato dalla Nbc. Il vaccino, che negli Stati Uniti è autorizzato dalla Food and Drug Administration per l’uso di emergenza e per la somministrazione a soggetti di età superiore a 18 anni, potrebbe essere somministrato a soggetti di età inferiore ai 18 anni.

Questo è l’impegno che ha assunto Moderna, che sta conducendo test per la fascia d’età 12-17 anni, coinvolgendo circa tremila giovani in Usa. Inoltre, farà tutti gli aggiornamenti necessari fino a quando la pandemia non sarà sotto controllo.

MODERNA ADATTABILE CONTRO VARIANTI COVID

Ancor più importante è il fatto che i test dimostrino l’efficacia del vaccino di Moderna anche contro le varianti Covid che destano preoccupante. In ogni caso resta alta l’attenzione per aggiornarlo in caso di necessità. Proprio la versatilità e adattabilità è uno dei punti di forza dei vaccini a mRna, cioè a Rna messaggero. A differenza del vettore virale adenovirus, su cui si basano i sieri di AstraZeneca, Sputnik e Johnson & Johnson, la tecnologia a mRna non garantisce solo un’alta efficacia, ma permette di “aggiornare” i vaccini cambiando la sequenza. “Questa tecnologia consente in poche settimane di ridisegnare il vaccino sulla base delle mutazioni rilevate. Un aspetto vincente che ci consentirà di affrontare le sfide del futuro”, ha messo in evidenza all’HuffPost il virologo Francesco Broccolo dell’Università Milano-Bicocca.

Il vaccino di Moderna, così come quello di Pfizer che usa la stessa tecnologia, è facile da “rimodulare”. Inoltre, la produzione può essere maggiore e più veloce, visto che non hanno bisogno di “contenitori” in cui coltivare le cellule infettate dal virus. Si basa infatti su sintesi chimica.modern



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