Mogli e figli di Guglielmo Marconi/ Elettra: “Papà mi ha chiamò così per le onde…”

- Raffaele Graziano Flore

Chi erano le mogli e i figli di Guglielmo Marconi? Maria Elettra oggi 90enne: “Senza la radio di papà non saremmo sulla Luna: diede anche il mio nome allo yacht” (Speciale Guglielmo Marconi)

Maria Elettra, la figlia di Guglielmo Marconi
Maria Elettra, la figlia di Guglielmo Marconi (Rai, 2021)

Oggi, sabato 16 ottobre, Rai 3 (ore 22.20) sceglie di celebrare la poliedrica e geniale figura di Guglielmo Marconi, l’imprenditore e inventore felsineo che novant’anni fa -era il 12 ottobre 1931- trasmise quel segnale radio che cambierà e anzi inaugurerà la lunga e fortunata storia delle telecomunicazioni. E in occasione di tale ricorrenza che vuole ricordare una delle figure più importanti a cavallo tra i due precedenti secoli (1874-1937), considerato non solo il ‘papà della radio’ ma anche un grande imprenditore e scienziato per via del Premio Nobel per la Fisica (condiviso nel 1909 assieme a Carl Ferdinand Braun per i loro contributi allo “sviluppo della telegrafia senza fili”), i riflettori si accenderanno inevitabilmente anche sul privato di Marconi, sulla sua famiglia e anche la vita sentimentale.

Ma cosa sappiamo oggi dell’inventore nato a Bologna e che viene ricordato anche dalla figlia Elettra nel documentario di Massimo Gramellini, preziosa testimonianza non solo delle imprese del padre ma anche di un periodo pionieristico della radio vissuto all’insegna di una acerrima rivalità tra le migliori menti del pianeta, in una sfida a cavallo dell’oceano Atlantico che aveva coinvolto anche -per quanto concerne la primogenitura del telefono- il suo connazionale Antonio Meucci e Graham Bell? Innanzitutto della ‘movimentata’, vita sentimentale di Guglielmo Marconi sappiamo che fu costellata da due salite all’altare: l’inventore infatti convolò a giuste nozze una prima volta nel marzo del 1905, sposando Beatrice O’Brien, figlia nientemeno che del barone Edward, XIV nobile Inchquin e pari d’Irlanda: il loro matrimonio tuttavia non ebbe grande fortuna, pur durando 19 anni, e la coppia ebbe tre figlie e un maschietto; purtroppo una delle tre, Lucia, sopravvisse solo tre settimane al parto, mentre Degna (deceduta nel 1998), Gioia (morta nel 1996) e Giulio (scomparso molto prima nel 1971) crebbero normalmente.

LE MOGLI E I FIGLI DI GUGLIELMO MARCONI: IL RICORDO DELLA FIGLIA 90ENNE ELETTRA

Dalle sue seconde nozze invece nacque Maria Elettra che nella nostra storia ci interessa molto di più. Infatti Marconi si risposò tre anni dopo il divorzio, nel 1927, con Maria Cristina Bezzi-Scali. Prima di proseguire, un aneddoto: già ai tempi della relazione con Beatrice, Marconi si sentiva in colpa per il fatto di dedicare troppo tempo alla sua passione, la telegrafia senza fili, anziché alla moglie e i figli. E fu un’occasione della sua mancata presenza al funerale del padre che ebbe a dire la famosa frase, buona forse a riassumere tutta la sua vita privata: “Un uomo non può vivere di gloria da solo”. Infatti pare che le seconde nozze con la Bezzi-Scali furono più fortunate. Il matrimonio religioso ebbe notevole risalto all’epoca anche perché la donna era di famiglia prestigiosa e appartenente a quella “nobiltà nera” vicina ad ambienti vaticani. Marconi riuscì non solo ad ottenere l’annullamento delle precedenti nozze, per compiacere la famiglia di lei, ma anche ad evitare il matrimonio civile e unendosi a lei con rito religioso per la felicità di tutti.

Dalla loro unione nacque la figlia Maria Elettra, oggi 90enne e che in più di un’occasione ha ricordato la figura dell’illustre genitore, e di recente ha anche spiegato come le invenzioni di Guglielmo siano alla base delle imprese spaziali: “Senza la radio oggi non saremmo andati sulla Luna” aveva spiegato in un suo saluto rivolto alla Nasa. In onore della piccola fu chiamato così anche un panfilo che esiste tutt’oggi e che aveva ospitato diverse ricerche in giro per il mondo. “Il ricordo più nitido di papà? Noi a bordo dello yacht ‘Elettra’, era la nostra casa” ha raccontato la figlia, rammentando in una intervista gli aneddoti della ‘navigazione cieca’ grazie a un antesignano dei moderni radar e la ricerca dell’oro in mare (un mistero che mamma e figlia non seppero mai chiarire) e spiegando che il suo nome, dato poi anche all’imbarcazione, il padre Guglielmo lo scelse per via delle onde elettriche che riusciva a creare durante i suoi esperimenti.

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