“Moltissimi Paesi sono con Mosca”/ Di Liddo (Cesi): “Resistenza ucraina vacilla”

- Alessandro Nidi

Marco Di Liddo (Cesi) analizza la situazione connessa alla guerra in Ucraina: “Gli Stati Uniti d’America hanno raggiunto solo 2 obiettivi su 3…”

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Marco Di Liddo (Cesi)

Marco Di Liddo, esponente del Cesi (Centro Studi Internazionali), è intervenuto nella mattinata di oggi, lunedì 4 luglio 2022, ai microfoni di “Coffee Break”, trasmissione di La 7. In particolare, il suo discorso si è incentrato sull’atteggiamento mostrato nelle ultime ore dai soldati dell’Ucraina, che parrebbero essere indeboliti e affaticati dal protrarsi dell’invasione militare russa, datata 24 febbraio.

“Per la prima volta dall’inizio della guerra – ha asserito Di Liddo – abbiamo assistito al ritiro degli ucraini, che hanno preferito indietreggiare anziché adoperare la tattica del pacchetto di mischia. Ora dobbiamo capire se si è trattato di un cambio di tattica utile ad allungare le linee logistiche russe e sfilacciare la loro avanzata o se, invece, realmente gli ucraini siano in difficoltà. La resistenza del Paese di Zelensky comincia forse a vacillare, così come la sua retorica. È vero quello che lui afferma sull’economia russa: essa non è in difficoltà a un livello tale da impedire a Putin di proseguire le operazioni militari”.

MARCO DI LIDDO: “GLI USA HANNO RAGGIUNTO 2 DEI 3 OBIETTIVI CHE SI ERANO POSTI”

Nel prosieguo del suo intervento a “Coffee Break”, Marco Di Liddo (Cesi) ha analizzato anche la situazione bellica dal punto di vista degli Stati Uniti d’America: “Gli USA hanno raggiunto probabilmente 2 dei 3 obiettivi che si erano posti, ovvero ricementare la Nato, riaffermando la propria influenza politico e securitario (questo è avvenuto con l’adesione di Finlandia e Svezia, nazioni da sempre neutrali), e spezzare i legami economici ed energetici tra Europa e Russia, sostituendo Mosca come fornitore principale”.

Tuttavia, lo Stato guidato da Joe Biden ha mancato un traguardo: “Gli americani non sono riusciti a dimostrare che il fronte statunitense sia quello più in grado di guidare il carro mondiale. Basta dare un’occhiata alla carta geografica per capire che non è così, in quanto moltissimi Paesi sono dalla parte di Mosca”, a cominciare dai cosiddetti BRICS.





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