Mondiali di calcio femminile 2019/ Carli Lloyd guida gli USA: “Ho grande fiducia”

- Claudio Franceschini

Mondiali di calcio femminile 2019: a 36 anni Carli Lloyd è ancora la leader degli Stati Uniti campioni in carica ed è già stata decisiva nella finale di quattro anni fa e in due Olimpiadi.

Stati uniti calcio femminile
Video Usa Olanda (LaPresse)

Tra le stelle attese ai Mondiali di calcio femminile 2019, c’è sicuramente Carli Lloyd. Della centrocampista 36enne abbiamo già parlato presentando la nazionale degli Stati Uniti, che difende il titolo vinto quattro anni fa e punta la quarta corona iridata nella storia. La Lloyd, come già detto, si è laureata capocannoniere dei Mondiali nell’ultima edizione e ha vinto due volte il premio della FIFA come miglior giocatrice al mondo; non solo, è anche la grande protagonista della finale contro il Giappone nella quale ha realizzato una tripletta, ed è entrata nel tabellino dei marcatori anche nelle finali olimpiche – entrambe vinte – del 2008 (gol decisivo in pieno recupero) e del 2012 (doppietta, ancora contro il Giappone). Su di lei è recentemente uscito un bell’articolo di approfondimento da parte di ESPN: negli Stati Uniti il calcio femminile è uno sport di grande rilevanza mediatica ed è arrivato anche a essere più seguito di quello maschile (almeno a livello di nazionale). Non c’è dunque da sorprendersi se Graham Hays ha intercettato il numero 10 delle americane e ne ha tracciato un profilo dentro e fuori dal campo. Ne è uscito il volto di una giocatrice che, pur avviandosi inesorabilmente alla parte conclusiva della carriera, ha ancora tanta voglia di mettersi in mostra: “La fiducia che ho in me stessa è probabilmente più forte che in tutto il mio trascorso sul campo” ha detto ad esempio. Ancora oggi è lei la leader della nazionale più forte al mondo, tanto che 74 dei suoi 110 gol in nazionale sono arrivati dai 30 anni in su.

MONDIALI DI CALCIO FEMMINILE 2019: CARLI LLOYD ANCORA SULLA BRECCIA

Carli Lloyd si prepara dunque ad affrontare i Mondiali di calcio femminile 2019 da grande protagonista: nell’articolo di ESPN si parla di come la giocatrice abbia conosciuto negli anni recenti un ruolo da subentrante, in grado di dare energia nel secondo tempo, ma che questo non abbia in alcun modo cambiato la capacità della Lloyd di essere incisiva. Nel 2017, cioè dopo il flop olimpico a Rio de Janeiro – eliminazione ai quarti per mano della Svezia – Jillian Ellis è passata al 4-3-3 per poter schierare insieme Alex Morgan, Megan Rapinoe e Tobin Heath. Come risultato il numero 10 si è trovata a dover coprire più campo lateralmente, giocando da mezzala e non più da interno in una mediana a due, ma questo non le ha impedito di segnare 10 gol nelle ultime 16 partite. “So dove sono e so che tipo di calcio sto giocando: fatico ogni singolo giorno, miglioro alcuni aspetti ogni singolo giorno”, questa la sua filosofia. E, riguardo la possibilità di diventare una giocatrice in uscita dalla panchina, la Lloyd ha dimostrato di avere le idee chiare: “Sto cercando di farlo, ma se mi piacesse ci sarebbe qualcosa di sbagliato: non è il mio pensiero, io voglio fare tutto quello che posso per aiutare la squadra”. Sarà ancora lei la giocatrice decisiva per l’ennesimo titolo degli Stati Uniti ai Mondiali di calcio femminile 2019? Tra qualche giorno avremo la risposta…



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