Moni Ovadia/ “Rapimento Eitan ricorda Edgardo Mortara, sembra un blitz militare”

- Davide Giancristofaro Alberti

Si parla del piccolo Eitan, rapito dal nonno materno e portato in Israele: il commento dello scrittore e attore Moni Ovadia a Morning News

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Moni Ovadia a Morning News

Lo scrittore e attore Moni Ovadia, di origini ebraiche, è stato stamane in collegamento con Morning News, su Canale 5, per parlare della vicenda del piccolo Eitan, rapito dal nonno materno e portato in Israele. “Quando si ha un bimbo così delicato per il dramma subito – sono le parole di Ovadia – credo che la prima preoccupazione di un nonno sia quella di rispettare la delicata situazione e non prenderlo e portarlo mettendosi contro coloro a cui il bimbo è stato affidato, questa non è una forma d’amore ma piuttosto di idea proprietaria della vita del piccolo Eitan”. E ancora: “Credo che il bimbo vada rispettato nella sua tranquillità, non si trovava nella situazione di essere portato fuori dal contesto famigliare, la zia paterna, era una parte della famiglia e non era chissà in quale condizione sbagliata, era con i famigliari”.

Quindi lo scrittore ha proseguito: “Credo che dovrebbe tornare, sarebbe giusto, se no siamo di fronte ad una situazione molto grave, si decide sulla vita del bimbo con un rapimento, è la cosa più sbagliata e ingiusta. Tutta questa cosa avrebbe dovuto essere discussa all’interno della famiglia – aggiunge – e non operata in questo modo con una sottrazione, decidendo sulla pelle del bimbo, non si fa così. Non è il nonno che deve decidere da solo, i genitori di Eitan avevano scelto di vivere in Italia e di crescerlo lì, non si capisce che logica sia, arbitrariamente un nonno decide quale sia il bene del bimbo”.

MONI OVADIA E IL RAPIMENTO DI EITAN: “NON DEVE ESSERE IL NONNO A DECIDERE”

Moni Ovadia ricorda quanto accadeva in passato: “A me queste cose ricordano cose tristi che avvenivano a piccoli ebrei in tempi lontani, venivano rapiti per costringerli a un’educazione diversa dalla loro fede, mi ricorda il caso di Edgardo Mortara, non si fanno queste cose, è un atteggiamento rapinoso e non rispettoso. Non esprimo giudizi sui sentimenti del nonno, qui parliamo del suo comportamento verso Eitan, decide lui quale sia l’educazione, non è così, è questo il problema, non sono le idee e le sue opinioni, qui si tratta di un bimbo che ha subito un pesante trauma, lui arbitrariamente dice no”. Ovadia ha poi concluso: “La modalità con cui questo bimbo è stato portato via sembra una specie di blitz dell’esercito israeliano, essendo questo signore (il nonno materno ndr) un tenente colonnello avrà forse complicità nei controlli ecc ecc”.



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