Monica Cirinnà, arrestato fratello con clan Camorra/ Riciclaggio “Rispettate dolore”

- Niccolò Magnani

Monica Cirinnà, il fratello Claudio arrestato all’interno di maxi blitz Dda contro clan Camorra dei Senese: accusato di riciclaggio, era latitante dal 2015 per precedenti problemi giudiziari

Monica Cirinnà
Monica Cirinnà, senatrice Pd (LaPresse, 2020)

Questa mattina a Roma la Dda ha lanciato una maxioperazione contro la famiglia della Camorra dei Senese, arrestando tra gli altri anche il fratello della senatrice Pd Monica Cirinnà: secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, Claudio Cirinnà, ora ai domiciliari, non sarebbe inserito nel clan camorrista bensì avrebbe avuto tra i suoi “clienti” una persona del gruppo. «Cirinnà è stato coinvolto in uno degli affari per reinvestire il capitale illecito del clan», riportano gli inquirenti nell’annunciare il lungo capo di accusa che vede usura, estorsione e autoriciclaggio. Il fratello della senatrice è proprietario di un Bed and breakfast in viale Giulio Cesare a Roma e vien accusato di essere coinvolto nel giro di affari della famiglia Senese: secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Claudio Cirinnà era latitante dal 2015 per un ordine di arresto per associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di gasolio ma ora è il nuovo filone dell’inchiesta sui Senese che lo ha posto ai domiciliari, secondo quanto ribadito dalla Dda nel comunicato ufficiale. Cirinnà è finito agli arresti assieme a Michele, Angelo e Vincenzo Senese ai quali si contestano vari reati fra i quali il riciclaggio di denaro: secondo l’impianto di accusa, il fratello della senatrice titolare della legge per le unioni civili è accusato di aver ricevuto da un piccolo imprenditore (Antonio Leone, fonte Ansa) «interessi superiori al 10% mensile su un prestito di denaro».

LA NOTA DI MONICA CIRINNÀ

Secondo quanto scrive l’ordinanza di esecuzione degli arresti del nucleo di polizia economico valutaria «nonostante si trovasse in stato di latitanza (Claudio Cirinnà, ndr) si presentava presso l’abitazione di Leone intimandogli la consegna della somma di 60mila euro minacciandolo che in caso contrario avrebbe dato corso a violenza nei suoi confronti e dei suoi familiari». L’operazione “Affari di Famiglia” da tempo indagava sulla penetrazione della Camorra nel tessuto economico di Roma e del Nord Italia: con il blitz di questa mattina, i finanzieri e gli agenti della Squadra mobile di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma nei confronti di 28 esponenti «ritenuti responsabili di estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di proventi illeciti, con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso agevolando la galassia criminale della camorra campana», riporta il CorSera.

Informata dei fatti, la senatrice Monica Cirinnà ha voluto commentare così l’arresto del fratello: «Apprendo con amarezza e dolore da notizie di agenzia che mio fratello sarebbe coinvolto in un’inchiesta giudiziaria – commenta la senatrice Pd – So pochissimo della sua vita travagliata, benché abbia sempre cercato di aiutarlo a mettere sulla giusta via la propria esistenza. Il fatto che avesse accolto in casa nostro padre novantenne mi aveva fatto sperare in un ravvedimento. Se così non fosse ne sarei addolorata e profondamente delusa». È sempre la Cirinnà a rivolgere un augurio al fratello colpito dall’arresto «Spero che la sua posizione venga chiarita al più presto. Per quanto mi riguarda considero la responsabilità penale personale, così come personale è il dolore che provo in questo momento. Chiedo pertanto che venga rispettato assieme all’intimità della mia famiglia».

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